Biodigestore di Saliceti, Liguria Popolare e Comitati avviato il confronto

LA SPEZIA- <Sono convinto che sia sempre importante l’incontro e il confronto con i cittadini. E’ il ruolo della politica. Per questo ho accettato l’invito ad aprire un dialogo sul progetto di biodigestore di Saliceti>.

Andrea Costa, consigliere regionale di Liguria Popolare ha introdotto così l’incontro con i comitati di Santo Stefano, No Biodigestore, Ponzano e dintorni, Da Porta Nord alla Brina, e col Comitato Sarzana, che botta! e con le associazione Acqua Bene Comune, Cittadinanza attiva, Italia Nostra e Legambiente.

Con Andrea Costa il vicepresidente della Provincia Francesco Ponzanelli, che ha sottolineato come <i tempi per una riflessione approfondita siano maturi soprattutto dopo l’allarme lanciato in sede d’inchiesta pubblica dalla Società Acquedotti Tirreni sul rischio a cui l’impianto può esporre i pozzi di Fornola che servono 150 mila utenti spezzini>.

Da parte dei comitati e delle associazioni è stato evidenziato innanzitutto come il progetto violi il Piano d’ambito non solo per la controversa scelta del sito di Saliceti, ma nella capacità totale dell’impianto, che somma a 90.000 tonnellate, laddove il Piano votato dall’organo regionale prevede 50-60.000 tonnellate comprese le matrici versi.

E’ stata poi ribadita la criticità del sito, evidenziata non solo da SAT, ma dall’autorevole geologo Raggi, la vicinanza di un Sito d’interesse Comunitario, la sismicità del luogo. Alla vigilia della giornata di mobilitazione per salvare il pianeta non poteva mancare il riferimento alle immissioni nell’atmosfera di gas serra, a cui vanno aggiunti gli scarichi dei camion che faranno la spola tra Genova e Saliceti per servire anche il levante ligure che non si dota di impianti. Quando la Regione ha iniziato a elaborare il Piano d’ambito altre tecnologie meno impattanti non si erano affermate. Oggi sono sul mercato: impianti aerobici per produrre compost dai rifiuti organici. Magari non sono un’alternativa per le metropoli, che devono scegliere tra biodigestori e inceneritori, ma per comunità di decine di migliaia di abitanti possono costituire un’ottima alternativa. Naturalmente tenendo conto dei tempi di realizzazione e dei costi. Questa è una sfida per comitati e associazioni che sono convinte che occorra chiudere il ciclo dei rifiuti.

Il consigliere regionale Costa ha convenuto che le puntuali osservazioni mosse, meritano di essere approfondite e ha dato la disponibilità totale a proseguire il confronto. <Oggi dobbiamo considerarlo un punto di partenza. Ci dobbiamo impegnare a evitare le contrapposizioni tra partiti per cercare convergenze nell’interesse del nostro territorio>.

E’ stata condivisa l’opportunità di una richiesta dei comitati e delle associazioni di un incontro con tutti i capigruppo delle forze politiche rappresentate in Consiglio regionale.

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