Massimo Baldino: “Peracchini spieghi il perché di uno slargo dedicato al fondatore dell’Opus Dei”.

LA SPEZIA- Ci mancherebbe ormai in Italia tutto è possibile.

Anche che qualcuno diventando Sindaco decida di intitolare una strada spezzina a Moana Pozzi o al grande Mario Riva per meriti artistici. Del resto è noto che da qualche tempo quel che più conta per molti amministratori della cosa pubblica non è lasciare un bel ricordo del loro operato, o forse meglio sarebbe per i cittadini, non lasciarne alcuno, ma riempire la città a futura memoria di opere pubbliche inutili, impattanti e costose.

Tuttavia la decisione del nostro Sindaco Peracchini di dedicare uno slargo a “Josemaria Escrivá de Balaguer, fondatore dell’”Opus Dei” appare sinceramente assurda quanto inspiegabile e a detta di molti addirittura provocatoria.

Cosa lega infatti il prelato alla nostra città? Mistero. Si è scelto un personaggio amato dalla nostra comunità ? Non direi. Quanti conoscono anche superficialmente l’operato di questo personaggio? Direi davvero pochi.

Dunque vediamo: Escrivà,  canonizzato dal papa Wojtila nel 2002 è un religioso spagnolo, sostenitore della dittatura fascista di Franco, che ha combattuto contro il governo legittimo della Repubblica Spagnola, che aveva vinto regolarmente le ultime libere elezioni prima del lungo periodo di dittatura del Caudillo. Caudillo più volte “esaltato e elevato al rango di grande uomo” nelle parole del prelato a cui abbiamo dedicato una nostra via. Parlando della guerra Escrivà diceva che essa “va amata come il religioso ama le sue discipline”. Sul generalissimo Franco che ha macellato milioni di spagnoli nei suoi tanti anni di dittatura che i nostri giovani non ricordano o proprio non conoscono, essendo il tiranno morto alla fine del 1975 il nostro celebrato diceva ogni bene “coniugando la religione al potere come nella peggiore retorica medioevale”. Sostenitore del fascismo, sessista, sospettato di pedofilia, fu anche il fondatore di una congregazione desiderosa di conquistare il potere tramite l’innata vocazione non già alla povertà come la nostra religione vorrebbe ma alla ricchezza finanziaria.

Ecco dunque, mi chiedo  perché dedicare una strada della Spezia a un  personaggio così, volendo usare un eufemismo, “equivoco”? Perché non dedicare una nostra strada a Enzo Tortora a Margherita Hack a Enrico Berlinguer o ad Alcide De Gasperi, perché non dedicarla a un personaggio dei fumetti o dello spettacolo?

Perché insomma andare a scivolare ancora una volta su un personaggio tanto ambiguo quanto inopinatamente di parte quale questo gesuita ai più sconosciuto (per fortuna)? Almeno ce lo spieghi Signor Sindaco, magari prendendo la parola nel parlamentino cittadino che è il Consiglio comunale, dove sicuramente molti suoi concittadini saranno interessati ad ascoltarla.

Massimo Baldino Caratozzolo

(Capogruppo di Per la nostra città con GUERRI)

 

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