Un libro? Perché no. “Il caffè alla fine del mondo”, di John P. Strelecky. Recensione a cura di Annalisa Serafini

È da poco uscito in libreria questo piccolo, ma interessante e profondo libro.
Non fatevi ingannare dal titolo (come succede spesso nelle traduzioni straniere o per giochi di marketing editoriale): si tratta di un romanzo filosofico, ovvero un testo narrativo, che ha il pregio di farci riflettere sulla nostra vita, i nostri sbagli, dubbi, errori, scelte o strade che possono portarci da una parte o dall’altra.
Se qualcuno oggi ti chiedesse se sei soddisfatto della tua vita, cosa risponderesti?
A volte nella vita quello che sembrava un fastidioso imprevisto può rivelarsi una scorciatoia verso la felicità.
È ciò che accade a John, il protagonista di questo libro, un uomo che va sempre di fretta, fra i mille impegni del lavoro, delle scadenze, ma che un giorno, per colpa del traffico, è costretto a rallentare e imboccare un cammino secondario, reale e metaforico, ignaro che quello che sta per incontrare – un misterioso caffè in mezzo al nulla – lo cambierà per sempre.
Sì, perché il caffè alla fine del mondo esiste ed è dentro di noi, è il luogo dove tutte le nostre domande trovano risposta, dove i nostri desideri appaiono nitidi e raggiungibili, e dove finalmente troveremo il coraggio di cambiare. Un libro da tenere sul comodino, da leggere e rileggere, per non scordarci mai che affrontare noi stessi è l’unica via verso la felicità…e che da te stesso non scappi neppure se guidi una Ferrari.
Dopo avere studiato per anni per diventare pilota ed avere perso l’’abilitazione per un insospettato problema cardiaco, John P. Strelecky ha imparato a guardare alla vita con uno spirito nuovo che gli ha consentito di trovare rapidamente la sua vera strada.
Questo libro, il primo che ha scritto e anche quello che lo ha reso famoso, è la summa, romanzata ma non troppo, di questo cambiamento di prospettiva. Inizialmente pubblicato in proprio dall’’autore, ha venduto 10.000 copie prima ancora di trovare un editore; dopodiché è diventato un best seller negli Stati Uniti e in Francia.
Buona lettura!
Annalisa Serafini
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