Una terapia innovativa contro i tumori all’Ospedale spezzino

LA SPEZIA- La Medicina Nucleare dell’Ospedale Sant’Andrea, diretta dal Dott. Andrea Ciarmiello, sarà il primo e unico centro in Liguria e tra i pochi in Italia a utilizzare una terapia innovativa che si è dimostrata particolarmente efficace nel trattamento dei tumori neuroendocrini.

Questa attività è il risultato di un grande impegno di squadra – afferma la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Vialedimostra ancora una volta sia l’importanza di avere un parco tecnologico all’avanguardia, e per questo stiamo investendo importanti risorse, sia la validità dei Diar, i Dipartimenti interaziendali regionali, articolazione funzionale innovativa del nostro sistema sanitario ligure promossa da A.Li.Sa.

La novità della terapia sarà l’utilizzo di un radiofarmaco di nuova generazione che andrà a “colpire” solo le cellule malate. Questi farmaci, sempre più selettivi e meno tossici, si sono trasformati gradualmente secondo i criteri della medicina di precisione per consentire un approccio personalizzato al trattamento.

Quest’anno, infatti, il radiofarmaco Lutezio (177Lu) oxodotreotide ha ottenuto l’approvazione da parte dell’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) e il riconoscimento come farmaco innovativo a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN), proprio grazie ai promettenti risultati ottenuti nelle sperimentazioni nazionali e internazionali in oltre 10 anni

I risultati dello studio clinico di Fase III NETTER-1 in cui è stato testato e su cui si basa l’approvazione, mostrano un significativo aumento della sopravvivenza libera da malattia e della sopravvivenza generale nel gruppo di pazienti trattato con questo farmaco rispetto a quello trattato con l’analogo della somatostatina non marcato.

Il farmaco viene somministrato per via endovenosa in ambito ospedaliero in 4 cicli con un intervallo di 6-8 settimane l’uno dall’altro dopo i quali verrà effettuata una rivalutazione della malattia.

Un nuovo modello definito come “teragnostica”, rappresenta un approccio integrato e completo che consente prima di individuare il bersaglio , il tumore, per poi aggredirlo con estrema precisione attraverso una terapia adeguata.

Una delle più innovative applicazioni di questo modello è rappresentata dalle neoplasie neuroendocrine (NEN) nella diagnosi e trattamento. Le più diffuse interessano prevalentemente il tratto gastro-entero-pancreatico (GEP-NEN), e frequentemente al loro esordio risultano già di grado avanzato e non operabili. In questi la sopravvivenza risulta a 5 anni inferiore al 50 per cento.

La Medicina Nucleare dell’Ospedale Sant’Andrea è stata la prima Struttura in Liguria ad utilizzare la Tomografia ad emissione di positroni (PET) con radiofarmaci specifici per i tumori neuroendocrini, diventando un centro di riferimento per questo tipo di prestazioni diagnostiche in un ampio bacino che dalla Toscana si estende fino al basso Piemonte.

Il team diretto dal Dott. Ciarmiello è da sempre interessato ed impegnato nei campi dell’innovazione e della ricerca, non solo in ambito oncologico ma anche neurologico con sperimentazioni cliniche attive per rinnovare le risorse e garantire ai cittadini le frontiere della tecnologia diagnostica.

Advertisements