“Miglio blu”, intervento di Rita Casagrande e Franco Arbasetti

LA SPEZIA- Già negli anni 2000/2007 si concretizzò un’intesa vera e partecipata fra comune e circoscrizione per la realizzazione di una pista ciclopedonale dall’incrocio di via San Cipriano al posto della vecchia ferrovia che conduceva,percorrendo viale San Bartolomeo,i cittadini agli storici impianti balneari ovvero Helios, Tritone, Iride, Nereide e Nettuno. La giunta e il sindaco Pagano iniziarono l’opera nella prima trance da via Palmaria e dopo il cavalca ferrovia,nel quartiere di Fossamastra.

La motivazione data per aver iniziato quel tratto fu motivato dalla necessità di migliorare la mobilità tra i quartieri ed altri motivi erano legati alla zona di interdizione tra P.UC e P.R.P e le infrastrutture su ferro e su gomma per separare il traffico portuale da quello urbano.

Ma in quegli anni fu costruita la Darsena di Pagliari e il ponte mobile dove l’A.P commise uno dei suoi peggiori errori, dimenticò che doveva essere fatta la corsia da usare come pista ciclabile e la conseguenza fu che ci siamo ritrovati di fronte ad una interruzione della pista stessa alla darsena inconveniente che pare difficile da superare.

In quel periodo i cittadini di Fossamastra erano contrariati dal fatto che venissero tagliati i loro storici pini con la scusa che il comune aveva problemi con la sicurezza sulla mobilità dei mezzi pesanti su gomma che transitavano e nel tratto tra Fossamastra e la darsena fu fatto uno scempio di pini.

Ora dopo decine di anni,dopo aver dato in concessione ai cantieri nautici gli spazi che erano prima occupati dalla ferrovia militare (spazi che potevano essere tranquillamente usati come pista ciclabile in quanto protetti dal filare dei pini).

Il progetto fumoso, tenuto sotto silenzio salvo vedersi comparire una delibera che dava in definitiva in dono 5..000.000 di euro alle imprese della nautica,totalmente inutile per i cittadini perché in primo luogo sacrifica 74 pini ultrasettantennali e mette a rischio la circolazione dei ciclisti in una strada stretta e piena di curve.

Insomma questa regione e questa giunta comunale,forse anche per propaganda elettorale,dimenticano di consultare i cittadini sul taglio dei pini, sulla spesa che dovranno sopportare dopo essere stati vessati per anni da 14 discariche,dalla centrale Enel a carbone che ha causato più di un decesso,e da un porto che opprime i cittadini con inquinamento acustico ed atmosferico.

Non ci sembra di chiedere troppo ai nostri amministratori Regionali e comunali se vogliamo essere messi a conoscenza dei progetti inutili,a nostro avviso,mentre quelli che dovrebbero essere realizzati(il nuovo ospedale per esempio) passano in seconda e terza linea.

Vogliamo evitare nuovi danni irreversibili nei nostri quartieri ed in tutta la città e spese assurde come la passerella per superare viale Italia o la fontana in Calata Paita o il raddrizzamento del molo Italia senza una ragione al mondo .

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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