Un libro? Perché no. “Wonder”, di R.J. Palacio. Recensione a cura di Annalisa Serafini

È stato catalogato come un libro per giovani adulti ed adolescenti, ma io lo consiglio veramente a tutti.
È un libro commovente, originale, ironico, intelligente e divertente allo stesso modo.
Recentemente ha avuto anche una trasposizione cinematografica con Julia Roberts, nel ruolo della madre del ragazzino ribelle e “strano” in apparenza.
L’autore che sembra un uomo in realtà è lo pseudonimo di una donna ovvero, Raquel Jaramillo, nota anche con lo pseudonimo di R.J. Palacio, nata nel Queens, il 13 luglio 1964, è una scrittrice statunitense, ma di origini della Colombia, essendo la famiglia immigrata.
Palacio è infatti il cognome della madre.
Alcuni dicono che la storia che racconta sia tratta dalla sua vita personale e che per questo abbia preferito usare uno pseudonimo.
Chissà! A volte il confine fra vita reale e letteratura non è poi così lontano.
Wonder (che in inglese significa “miracolo”) è la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, il suo sogno è quello di essere come gli altri bambini, non essere fissato o preso in giro quando cammina per strada.
Ha subito ventisette operazioni chirurgiche e non è mai andato a scuola.
Wonder come viene chiamato da tutti, ha però grandissime risorse emotive ed umane.
Non si lascia mai abbattere, anche grazie ad una famiglia ribelle e non conformista.
I suoi genitori, un giorno gli propongono di andare a scuola. Auggie è terrorizzato. Sa quanto possono essere crudeli ragazzini ed insegnanti ma, alla fine accetta: potrà smettere di andarci quando vuole.
Le persone non sono mai solo buone o cattive. Qualcuno che reputava amico lo ferirà, per conformismo, mancanza di coraggio… e perché tutti prima o poi commettono degli errori.
Comincia per lui un’avventura impegnativa, raccontata in prima persona, che lo porterà a fare delle scelte, a subire delusioni ma a trovare anche tanto amore.
Appassionato di Guerre Stellari, ha portato per due anni della sua vita, un casco in testa, anche in piena estate. Solo così si sentiva bene, inutile dire che la sua festa preferita è Halloween, l’unico giorno in cui lui può passare inosservato.
I genitori di Wonder sono costretti a sopportare numerose difficoltà, ma sono un grande esempio di tenacia e determinazione, non nascondono le loro debolezze e riescono addirittura a  farne un punto di forza.
Ignoreranno gli adulti che faranno photoshoppare la foto di classe per nascondere il loro bambino deforme, ignoreranno le cattiverie, gli sguardi spaventati e invadenti.
Il libro è diviso in diverse parti, o meglio in diversi punti di vista. Ci sarà il punto di vista di Olivia, la sorella di August che spiegherà cosa significhi vivere con un’altra persona bisognosa di attenzioni e di cure costanti. Parleranno gli amici di Auggie, e varie persone che ruotano attorno alla vita di questo ragazzino.
Ammetto che alla fine mi è scappata una lacrima di commozione. E’ difficile parlare di questa storia senza svelare troppo.
Buona lettura!
Annalisa Serafini
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