Francesco Battistini IIC – cure intermedie al San Nicolò: ennesima emergenza del personale medico

LEVANTO- Da oltre un mese, ad occuparsi delle cure intermedie di Levanto è rimasto un solo medico.
15 posti letto, un tasso di occupazione pressoché totale e, da luglio, non esistono ferie, malattie o imprevisti per il professionista rimasto in reparto. Questo è l’ennesimo episodio di cattiva organizzazione che si verifica in ASL5. Da luglio, infatti, non viene sostituita una maternità e così sono scomparsi i minimi standard di sicurezza sul lavoro e, dal punto di vista sindacale, le più elementari tutele contrattuali.
La direzione sanitaria è evidentemente recidiva. Un episodio simile è già successo, per esempio, nel reparto di Terapia del dolore. Nel 2017 un pensionamento non reintegrato ha costretto, per circa un anno, l’unico medico rimasto in ambulatorio ad occuparsi dei suoi pazienti quotidianamente, senza potersi mai assentare o essere sostituito. Il servizio è stato garantito, all’epoca, grazie alla responsabilità di quel medico che ha lavorato senza interruzioni per oltre un anno. Ciò è avvenuto fintanto che una malattia ha costretto a casa il medico in questione obbligando ASL5 a chiudere l’ambulatorio e dirottare i pazienti altrove, spesso fuori regione, con tutti i pesanti disagi del caso.
Oggi non possiamo far altro che constatare il fatto che quell’episodio non abbia impartito alcuna lezione a chi amministra l’ASL spezzina. Oltretutto qui non stiamo neppure parlando di un servizio ambulatoriale ma addirittura di un reparto di degenza in cui i pazienti sono, appunto, ricoverati.
È necessario, dunque, a nostro avviso, ripristinare le minime condizioni di sicurezza andando a integrare la maternità immediatamente. Ciò al fine di avere almeno due medici in servizio.
Inoltre, pensiamo, sia il caso di riaprire il ragionamento sulle Cure intermedie attuando ciò che era previsto anche nel vecchio piano aziendale: il trasferimento di tutti i posti letto al San Bartolomeo di Sarzana. Avere un reparto frazionato in due, con 15 posti letto a Levanto e 10 a Sarzana, è controproducente sia per i pazienti che per le risorse umane disponibili.
Al San Nicolò di Levanto, oltre ad una buona piastra ambulatoriale, è necessario istituire un vero e proprio ospedale di comunità che sia al servizio delle esigenze sanitarie della Val di Vara e della riviera di levante.
È in questo senso che abbiamo depositato una interrogazione urgente all’Assessore Viale. Vorremmo cercare, questa volta, di esser ascoltati per tempo prevenendo una situazione che, in questo momento, è rischiosa sia per il personale che per gli stessi ammalati.

Francesco Battistini
Consigliere Regionale
Italia in Comune
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