Arbasetti e Casagrande: “Il DPSS per il Porto è in contraddizione col PRP vigente”.

LA SPEZIA- Riceviamo e pubblichiamo.

-Al Ministro Delle Infrastruttura-Roma

-Al Ministero Dell’ambiente-Roma

-Al Consiglio Superiore Dei Lavori Pubblici-Roma

-Al Provveditorato Alle Oo.Pp Regione Liguria-Genova

-Al Presidente Della Regione Liguria-Genova

-All’assessore Alle Infrastrutture Regione Liguria-Genova

-Alla Corte Dei Conti Di Genova

-Al Sindaco Di La Spezia-La Spezia

-Al Sindaco Di Portovenere-La Spezia

– Al Sindaco Di Lerici-La Spezia

-Al Sindaco Di Santo Stefano Magra-La Spezia

L’autorità portuale di sistema del Mar Ligure orientale nel documento del piano strategico di sistema e nei verbali conseguenti alla riunione del comitato di gestione portuale del settembre 2018 si legge che viene confermato il Piano Regolatore Portuale vigente per La Spezia e si sostiene che il piano triennale delle opere (e delle superfici di nuove banchine portuali) è in linea con gli ampliamenti di legge previsti dal P.R.P. approvato il 19/12/2006.

Evidentemente l’A.P. di sistema ha considerato che le nuove banchine portuali non sono regolamentate dalle leggi urbanistiche ma sono decise con esclusivo potere dall’Autorità Portuale.

Diciamo questo perché è facilmente dimostrabile perché gli ampliamenti massimi previsti dal piano triennale delle opere sono circa 90.000 mq.in più.

Questo è facilmente dimostrabile dalle documentazioni istituzionali di legge ed il Provveditorato OO.PP della Liguria dovrebbe prendere atto di questa azione illegittima facendo trasparenza definitiva con un confronto pubblico ed in contraddittorio così come esige una trasparenza seria a definitiva.

L’informativa unilaterale sulla questione succitata risulta infondata e e facilmente comprovabile ma,nonostante le numerose richieste di ottenere un incontro al fine di ottenere il chiarimento che è fondamentale per il Porto spezzino, sembra che si cerchi di sfuggire alla mancanza di trasparenza danneggiando lo stesso futuro sviluppo di una città di mare e del suo porto che se deve crescere lo deve fare dentro alla massima sostenibilità ambientale.

Ora pare che si voglia usare la procedura redigendo il documenti di pianificazione di sistema (DPSS) per modificare il piano regolatore portuale vigente saltando le le procedure di legge sulla pianificazione e far trovate tutti davanti al fatto compiuto di modifica illegittima. Per questo i sottoscritti si rivolgono per l’ennesima volta al Ministero delle infrastrutture; dell’ambiente;alla Regione Liguria;al provveditorato delle OO.PP liguria e di quello di Roma affinché sullo sviluppo del porto di La Spezia ed il rispetto del P.R.P.vigente scavalcato da un piano triennale delle opere ed ora inserito nel documento di pianificazione strategica di sistema.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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