Cantieri Baglietto, intervista all’AD Michele Gavino

LA SPEZIA – La straordinaria storia dei Cantieri Baglietto ha inizio nel 1854, quando Pietro Baglietto decise di intraprendere la costruzione di piccoli scafi nel giardino della propria casa. Ad oggi Baglietto rimane saldamente un nome tra i più prestigiosi in assoluto della cantieristica italiana.

LaSpeziaOggi ha incontrato e intervistato l’Amministratore Delegato Michele Gavino.

 

D. Qual è la tradizione di Baglietto, uno dei cantieri storici della nautica italiana?

R. Siamo  uno  dei cantieri più antichi della nautica con 165 anni di storia ed una tradizione che si è sempre basata su alcuni elementi che tutt’oggi cerchiamo di portare avanti come innovazione, prestazioni, ricerca di materiali e soluzioni d’avanguardia. Sin dai suoi albori, la tendenza del brand è sempre stata quella di costruire motor yacht con un design e uno stile unico. Baglietto è stato tra i primi cantieri nella storia a progettare un superyacht e, anche se oggi i player del settore sono moltissimi, vogliamo continuare a pensare di essere un brand unico che si porta dietro tantissima storia e uomini e progettisti illustri che hanno contribuito a rendere Baglietto uno stile di vita, un’icona capace di evocare un sogno.

D. Qual è oggi la realtà del Gruppo?

R. La realtà è quella di un Gruppo che, seppur piccolo, è molto determinato e affiatato. La sede Baglietto è basata alla Spezia dove attualmente sono impegnate 56 risorse. Il cantiere impiega fino a 250 professionisti al giorno tra fornitori e subappaltatori, ognuno specializzato in un’attività e disciplina specifica.

Inoltre Baglietto detiene il 100%  del pacchetto azionario di altre due società: CCN che è un cantiere dove costruiamo imbarcazioni e motor yacht di vetroresina fino a 100 piedi e di metallo fino a 40 metri fully custom, mentre negli Stati Uniti nel 2015 abbiamo acquisito Bertram, un brand storico e iconico nel mondo degli sportfisherman. La squadra è al 100% americana, progettiamo prodotti completamente nuovi: abbiamo già due modelli ed un terzo arriverà tra la fine di quest’anno e gli inizi di quello nuovo. 

D. Quante barche costruite? 

R. In questo momento abbiamo 5 superyacht in costruzione, uno dei quali ormai prossimo alla consegna e che sarà presentato in assoluta anteprima al salone di Monaco. Si tratta del M/Y Severin’s (55 metri), varato il 6 luglio in cantiere alla presenza del suo armatore con una festa emozionante e suggestiva. Nel primo semestre del 2020, invece, consegneremo un 54 metri ed un 40 metri. Nel 2021 consegneremo un 43 metri fast e un 48 metri dislocante attualmente in costruzione in speculazione. Si definiscono così i progetti che sviluppiamo senza avere già un armatore, in questa maniera siamo in grado di rispondere in modo più immediato alle esigenze del mercato. Non tutti i potenziali acquirenti sono infatti disposti ad attendere i tempi tecnici (2/3 anni) della costruzione di una barca di questa tipologia e spesso chiedono al cantiere disponibilità di progetti con tempi di consegna più rapidi. Si tratta, evidentemente, di un notevole sforzo economico per il cantiere ma che ci permette sul mercato un indubbio vantaggio competitivo.

D. Quali sono i Paesi in cui vendete di più e quali sono, se ci sono, i vostri Paesi di riferimento?

R. Non ci sono Paesi di riferimento specifici. L’armatore per questa tipologia di imbarcazioni arriva da tutto il mondo, anche se Europa e USA sono le aree dove ci muoviamo meglio. Si tratta di un cliente alto spendente con un bacino di potenziali acquirenti che si aggira intorno a 200/250 persone su tutto il globo.

D. Baglietto basa tutto sulla ricerca costante. Qual è l’attenzione verso l’ambiente?

R. Siamo associati a Nautica Italiana e al Sybass (l’associazione che unisce i maggiori costruttori di superyacht e megayacht mondiali): entrambe queste associazioni sono molto attive sia in ambito ambientale, sia in ambito sostenibilità. Al fine di poter avere, in un arco temporale relativamente breve, un bilancio di sostenibilità stiamo lavorando in un’ottica di maggiore efficienza dei nostri prodotti: scafi con un profilo di consumo più ragionevole e più basso, capaci di offrire all’armatore soluzioni idrodinamiche che permettano di consumare meno andando alla stessa velocità, oppure di avere un’autonomia maggiore utilizzando lo stesso quantitativo di carburante. E’ un tema, questo, verso il quale i nostri armatori sono sempre più sensibili.

Un altro aspetto importante riguarda l’utilizzo dei materiali: se un domani la barca dovesse essere ristrutturata o riciclata dobbiamo far si che tutto ciò che è a bordo sia il più possibile riciclabile. Rispetto ad altri settori industriali siamo fortunati perché utilizziamo molto metallo e legno che sono ampiamente riciclabili. Rimane il tema di pietre, marmi,avi elettrici, ecc: stiamo cercando di migliorare da questo punto di vista impiegando materiali con un impatto ambientale più basso.

In quest’ottica è molto interessante la nuova iniziativa  della “Water Revolution Foundation” messa in campo dal Sybass che ha l’obiettivo di stabilire standard precisi e misurabili a cui i cantieri devono attenersi per la propria produzione. Ad oggi, infatti, non esiste ancora una classificazione “energetica” dei superyacht come accade in altri settori industriali: l’obiettivo ultimo è quello di arrivare alla creazione di un ordine di classifica in modo tale che tutti i cantieri possano essere monitorabili e che i loro prodotti possano essere classificati anche in termini di sostenibilità. 

D. Cosa rappresentano i cantieri Baglietto per la città in termini occupazionali?

R. Siamo una realtà importante per il tessuto economico della città di La Spezia. Nell’ultimo anno e mezzo i dipendenti sono aumentati proporzionalmente all’aumento del lavoro e del numero delle barche in costruzione. Mi fa piacere dire che nell’ultimo anno e mezzo abbiamo fatto entrare tanti giovani, tutti di grande valore.

Le attività principali sono la progettazione e la gestione del progetto,   quindi si tratta principalmente di figure tecniche; mentre per quanto riguarda le maestranze, queste sono fornite, per la maggior parte,  da realtà subappaltatrici provenienti dall’area de La Spezia, Viareggio, l’arco ligure da Genova a Savona.

(Paola Settimini)

 

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