Inquinamento acustico al Canaletto, altra nottata infernale lunedì 22

LA SPEZIA- Lunedì 22 u.s. è stata una nottata infernale a causa dei rumori provenienti dal porto, si è sfiorata una rissa tra i cittadini residenti a Canaletto ed operatori ferroviari e portuali questo anche per l’incapacità delle istituzioni di intervenire per  far rispettare le leggi e le normative sul diritto alla quiete pubblica. Sempre peggio con l’inquinamento acustico sempre più insopportabile causato dall’attività portuale che si svolge a non più di 20 metri dalle abitazioni dei cittadini fino a 6 piani delle case di Viale san Bartolomeo, case nelle quali vivono migliaia di cittadini ormai esasperati dal martellamento dei gruppi elettrogeni delle navi  ed ancora più vicini sono all’operatività dei treni fermi di fronte alle loro finestre con le motrici diesel in moto e con la movimentazione dei container in corso.

Dopo anni nulla si è fatto ma solo promesse non mantenute per la mitigazione dell’inquinamento acustico sia gli enti di controllo che le istituzioni e l’Apslo si limitano a fare melina e si lasciano i cittadini a quello che è il loro destino un incessante rumore notturno che non permette loro di dormire.

Non bisogna dimenticare che i palazzi esistevano già prima che il porto venisse fatto ed ogni cosa andrebbe fatta con la prevenzione sulla ricaduta della salute dei cittadini.

Dopo aver ricevuto molte PEC da  noi il Ministero dell’ambiente ha comunicato al Sindaco la necessità di fare controlli più precisi e puntuali ma Arpal e polizia municipale hanno rinviato i controlli a dopo il 15 settembre del 2019.

Come presa in giro finale il Dott. Piromalli, dell’Arpal, pare essere poco informato delle verifiche sui rumori, proveniente dall’attività portuale, susseguitesi negli ultimi 20 anni e si pone contro il ministero contro la zonizzazione acustica territoriale, e forse lo stesso è anche poco informato circa le ordinanze della Magistratura a riguardo,e nemmeno la sentenza della stessa che si è pronunciata su casi analoghi. Insomma pare proprio che coloro che hanno la maggior responsabilità sui controlli cerchino di non trovare la soluzione su una situazione divenuta insostenibile per la salute dei cittadini che da anni non è tutelata e la cui causa è il porto commerciale come indica anche la legge 84/94 e l’ultima riforma.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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