Sarzana, grande successo per Luigi Balsamini il 21 luglio

SARZANA- Folta e partecipata presenza di pubblico alla serata commemorativa dei “Fatti di Sarzana” del 21 luglio 1921 organizzata dal Circolo Pertini di Sarzana presso il Centro Barontini di Sarzana la sera di domenica scorsa, ore 21.

 Lo stesso autore del libro oggetto di presentazione, Luigi Balsamini, massimo esperto nazionale della materia, proveniente dall’Università di Urbino, ha dichiarato di avere avuto soltanto a Pordenone un eguale successo di pubblico, segno che a Sarzana si vuole tenere ancora vivo, e con forza, il ricordo di quei fatti memorabili.

 Gli organizzatori e il pubblico presente hanno avuto il piacere di ascoltare, con viva commozione, le testimonianze, prima di un rappresentante dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, poi dell’ultranovantenne Gino Sentieri, capo partigiano della Brigata Gramsci, che operava nello spezzino: e dalla viva voce di entrambi il pubblico ha potuto inorridire delle atrocità commesse dai nazifascisti anche nella nostra provincia.

 Da parte sua Luigi Balsamini, introdotto da Lorenzo Vincenzi, Presidente dell’Istituto spezzino per la storia della resistenza, ha ripercorso la parabola degli Arditi del Popolo dalla loro costituzione al loro scioglimento, soffermandosi in particolare sugli avvenimenti sarzanesi del 20-21 luglio 1921 e sul ruolo avuto dal sindaco di Sarzana Piero Arnaldo Terzi. Il relatore ha messo chiaramente in evidenza come vi sia stata una totale disparità di trattamento da parte delle autorità statali a danno degli antifascisti e a vantaggio delle squadracce fasciste, mentre le prime venivano disarmate e controllate, alle seconde si offrivano armi, coperture e protezione. Dalla necessità di rimediare a questo squilibrio nacque la formazione degli “ARDITI DEL POPOLO”, a cura di reduci che non erano cascati nella demagogia nazionalista dei fascisti. Il fatto saliente di Sarzana fu proprio che, per una volta, le forze dell’ordine si opposero ai fascisti guidati dal criminale comune Dumini, assassino di Matteotti, che volevano mettere a ferro e fuoco la città. Fu così, che i fascisti, che erano eroi solo quando erano in 10 contro 1 ed erano armati contro inermi e difesi da polizia e carabinieri, se la diedero a gambe, cadendo nelle manie dei lavoratori e dei contadini sarzanesi.

Al termine della serata il relatore, visibilmente soddisfatto, ha voluto donare al Circolo Pertini di Sarzana una copia del suo volume “Gli Arditi del Popolo. Dalla guerra alla difesa proletaria contro il fascismo (1919-1922)” che, con decisione unanime, sarà donato alla Biblioteca comunale di Sarzana per essere messo a disposizione di tutti i cittadini interessati ad approfondire l’argomento.  Il Circolo coglie l’occasione per scusarsi nei confronti di quanti non hanno potuto trovare posto a sedere a causa della limitatezza dei 70 posti disponibili.

 

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