Alice Salvatore e Marco De Ferrari (M5S): “Biodigestore Saliceti, progetto sbagliato nel territorio sbagliato”.

GENOVA- “Dopo due sedute consecutive di audizioni in Commissione sul tema biodigestore di Saliceti in soli 8 giorni non ci stancheremo mai di ripeterlo: il colossale megaimpianto di biodigestione anaerobica è un progetto sbagliato! E nel territorio sbagliato! – dichiarano la capogruppo regionale Alice Salvatore e il consigliere regionale Marco De Ferrari a margine delle audizioni odierne in IV Commissione (Ambiente e Territorio) con i comitati, le associazioni del territorio e le associazioni ambientaliste che si battono ormai da tempo, con argomentazioni supportate da esperti, contro il biodigestore a Saliceti. “Che – aggiungono – è un tossico megaimpianto anaerobico da (almeno) 60mila tonnellate, con il rischio di vederlo incrementare addirittura a 90-100mila in corso d’opera”.

Un megaimpianto anaerobico (che tratta i rifiuti organici in assenza di ossigeno, quindi attraverso processi del tutto innaturali), che peraltro non chiuderà il ciclo dei rifiuti in Liguria e che produrrà milioni su milioni di metri cubi di CO2, migliaia di metri cubi di percolato da gestire, nonché altre sostanze quali microparticolato PM2,5 e PM10, ammoniaca, formaldeide. Oltre a prevedere consumo idrico dell’ordine di migliaia di metri cubi di acqua, nonché un notevole consumo energetico.

“Per non parlare dell’incremento del traffico causato dal maggior flusso di TIR e autocarri in zona che arriveranno pieni di rifiuti e partiranno vuoti per poi riempirsi di nuovo. Considerando anche che, per mantenere operativo nel tempo un colosso del genere, si corre il rischio di veder arrivare flussi di rifiuti organici non solo da fuori provincia della Spezia (Tigullio e levante genovese), ma anche da fuori regione! E in misura superiore al terzo proveniente da Parma “, spiegano. “Serve rifare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica coordinata con la Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario come previsto dalle linee guida regionali”.

“Con un impianto del genere, costruito in un terrazzo alluvionale, si andrebbe ad aggravare il rischio su un’area già estremamente provata e sofferente per le strutture impattanti già esistenti – fanno poi sapere -. In caso di incidente, la cui probabilità non è ovviamente pari a zero, si intaccherebbero irreversibilmente le falde acquifere esistenti, arrecando un danno ambientale all’ambito territoriale senza pari. Da tenere anche in considerazione la liquefacibilità dei terreni e la presenza di una fagli attiva: il 23 giugno 2016, con epicentro proprio a Santo Stefano Magra, c’è stato un terremoto di Magnitudo 4.0 della scala Richter! Visto che i terremoti non sono prevedibili, cosa accadrebbe al megaimpianto, alle cisterne sotterranee e alle tubature in un terreno liquefacibile e in caso di analoga scossa tellurica?”.  “La soluzione ottimale, non solo per Saliceti ma per tutta la Liguria, va ricercata nell’economia circolare raccomandata dall’Unione Europea e già rilanciata dal ministro dell’ambiente M5S Sergio Costa a livello nazionale indirizzandoci verso la virtuosa strategia rifiuti zero – proseguono Salvatore e De Ferrari -. Vale a dire dotare la nostra Regione di micro e medie impiantistiche, anche in comodato d’uso, di compostaggio aerobico (ossia in presenza di ossigeno, quindi un processo naturale di trattamento) che non produce scarti e inquinanti, ma compost di alta qualità immediatamente fruibile”. “Per evitare ogni rischio e chiudere virtuosamente il ciclo dei rifiuti in Liguria si deve applicare il principio di precauzione e pensare alle generazioni future – concludono -. È arrivato il momento per quel sito e per l’intero bacino idrico del fiume Magra di restituire, attraverso bonifiche, opere di riqualificazione dell’ambiente, il ripristino di habitat, e quindi adoperarsi per una maggior tutela della salute pubblica e una più elevata qualità della vita per la cittadinanza”.

MoVimento 5 Stelle Liguria

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