Un libro? Perché no. “Io e te”, di Niccolò Ammaniti. Recensione a cura di Annalisa Serafini

Non ha bisogno di presentazioni questo autore italiano, giovane ma che affronta temi forti e duri della nostra realtà.
Tra i suoi romanzi spicca il bestseller “Come Dio comanda”, storia di un padre nevrotico, problematico e di suo figlio, da cui è stato tratto un bel film con protagonista Filippo Timi.
Il romanzo breve, ma intenso e struggente, che vi propongo questa settimana parla di adolescenti e del rapporto fra un fratello ed una sorella maggiore, tossica ed alcolizzata. I due provengono da una borghese e ricca, nonché viziata famiglia di Roma, cresciuti nel lusso, nelle vacanze al mare o all’estero, fra i migliori licei romani, con gli zainetti da cento euro…insomma hanno avuto tutto in termini materiali, ma non in termini affettivi e familiari ed infatti ne portano le cicatrici sulla propria pelle e se ne vedranno le cicatrici.
Lorenzo ha 14 anni, è un adolescente introverso, difficile, socialmente disadattato.
Spesso viene insultato dai compagni di scuola, nonostante cerchi di comportarsi come loro per essere accettato.
Un giorno, sentendo una sua compagna invitare tre amici in settimana bianca, Lorenzo inventa a sua madre di essere stato egli stesso invitato per la vacanza in montagna.
La madre, eccessivamente euforica per la notizia e per il sollievo che il figlio faccia finalmente parte di un gruppo, non immagina che Lorenzo abbia inventato tutto per starsene comodamente chiuso nella cantina di casa per una settimana, immerso nella sua tanto amata solitudine.
Solitudine che durerà fino a quando la sorellastra Olivia, ventitreenne problematica e tossica, lo scopre e in cambio del silenzio riceve ospitalità da Lorenzo.
Anche in un romanzo breve come “ Io e te “, Ammaniti ha il pregio e la bravura di saper attrarre il lettore e spiazzarlo in una trama che avrebbe potuto prestare il fianco a più di una banalità.
Si parla dell’ adolescenza difficile di Lorenzo, di una giovane donna come Olivia che non riesce ad affermarsi se non sfuggendo dalla realtà proprio come il fratellastro, delle famiglie allargate che a volte non riescono a seguire con costanza e attenzione ai dettagli la maturazione dei figli.
Buona lettura!
Annalisa Serafini
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