Arbasetti e Casagrande: “La nostra città deve avere un futuro senza la centrale Enel”

LA SPEZIA- Da questa città va cancellato un futuro di permanenza della Centrale Enel a Vallegrande per tanti motivi collegati alla salute dei cittadini di una città che ha già dato molto con la permanenza di anni di un impianto ubicata nel centro urbano e con le conseguenze note a tutti che hanno inciso sulla salvaguardia fisica stessa dei cittadini.

Si deve pertanto procedere subito con i preliminari di prevenzione che riguardano la bonifica (che il ministero allorché era SIN aveva già ordinato nel 2013) e ancora oggi non fatta,e nello stesso anno l’allora ministro dell’ambiente Orlando promise al pubblico presente al Centro Allende che entro la fine di quell’anno si sarebbero fatte le indagini epidemiologiche, ma anche in questo si è latitato sino ad ora.

Tali indagini vanno fatte subito anche in vista dei risultato dello studio Sentieri che mostra una situazione pesante per la città ed a questo punto è necessario fermare immediatamente e definitivamente la trasformazione in centrale a turbogas.

Quando la città si dimostra coesa i risultati si vedono così come si sono visti quando,con il piano “Caron” si ipotizzava di chiudere il cantiere navale di Muggiano la cui funzione sarebbe divenuta cantiere di riparazioni navali,ma la grande unità che la città dimostrò di avere, fece decadere tale progetto ed ora il cantiere è una delle maggiori fonti di occupazione per il territorio.

Ed ecco che oggi si deve trovare la stessa coesione affinché la centrale Enel sia dismessa senza se e senza ma,ed è necessario attivare un confronto serio per la destinazione d’uso dei 74.000 mq di terreno che escluda attività a rischio di inquinamento ambientale e riapra le speranze occupazionali per i nostri giovani.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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