Porto insostenibile a La Spezia, come fare le nozze coi fichi secchi.

LA SPEZA- Un porto container immenso in un piccolo golfo è la proposta di uno sviluppo assurdo a La Spezia e nel suo mare forzando in modo ambiguo ed irregolare la legge urbanistica del P.R.P.  garante della sostenibilità fra città e porto container. E così ci troviamo, noi cittadini, con le istituzioni come Autorità Portuale, Regione, Enti locali etc. che dovrebbero garantire il rispetto delle leggi vigenti mentre sono in effetti complici  e fanno violenza alla città non facendo rispettare la legge del P.R.P. approvato nel 2006 ed ancora vigente.

Il punto è che l’APSLO vuole eludere quello che è il limite degli interramenti per le nuove banchine portuali che erano vincolate a 140.000 mq.+ 35.000 di compensazioni (ovvero,e scusate se è poco, 175.000 mq) questo era scritto a chiare lettere nella legge tuttora vigente per l’ambito 6.

Ma l’APSLO ha deliberato invece, nel piano triennale delle opere interramenti per ben 275.000 mq ovvero 100.000 di più, ovvero la misura di 10 campi da calcio, il tutto dentro una rada piuttosto piccola e questo ci fa pensare che potrebbe essere un abuso di potere. Chiariamo che parliamo di porto container non di attività crocieristica o turistica.

Per quello che scritto sopra sono stati fatti innumerevoli esposti ai ministeri competenti, all’Anac, alla Corte dei Conti, al Consiglio superiore dei lavori pubblici, agli Enti locali ed alla Regione e per inviare tali esposti abbiamo inviato loro regolari PEC con riscontri che le stesse sono arrivate a destinazione e regolarmente protocollati e naturalmente noi siamo in attesa di risposte trasparenti così come deve essere fatto in una società civile.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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