Anche il “Don Gnocchi” senza aria condizionata, l’intervento del consigliere Baldino

LA SPEZIA- Strano ruolo quello di noi Consiglieri Comunali. Dopo la riforma degli enti locali, parrebbe ridotto a quello di semplici notai, ratificatori di scelte e decisioni prese altrove. Eppure attraverso di noi, sui nostri telefoni, passano quotidianamente tante proteste, tanti disagi, tante lamentele. Passa insomma la vita reale della città.

Quella della gente perbene che spesso per le scelte sbagliate  della politica che si fa nei palazzi del Comune, della provincia, delle regioni e ancor più in quelli romani o europei, si trova a soffrire disagi e situazioni improponibili. E allora ecco che in questi giorni il mio telefono ha spesso suonato per segnalarmi come in questa estate torrida che non ci lascia respiro, la Sanità spezzina dimostra ancora una volta le sue pecche. Di più. La sua inefficienza anche nei confronti di problemi che potremmo considerare minori e quindi facilmente risolvibili perché largamente prevedibili.

Dopo il Sant’Andrea e il San Bartolomeo, anche l’istituto “Don Gnocchi” si fa notare per la mancanza di aria condizionata. “Siamo in questa condizione da tre giorni, è insostenibile”, mi segnalano alcuni pazienti ricoverati lì. Ricordo che al “Don Gnocchi” sono ricoverate molte persone allettate per i postumi di incidenti o malattie: oltre al dolore fisico e al disagio di non potersi muovere, devono anche sopportare il caldo. Tutto ciò è inaccettabile: un luogo di cura e riabilitazione dovrebbe rendere meno sgradevole possibile il soggiorno a chi sta male e non ancora più difficili quei giorni, che in un istituto come il “Don Gnocchi” possono  trasformarsi  in settimane o anche mesi.

Ecco quindi, ancora una volta, il malandato prodotto che abbiamo confezionato grazie ad anni di tagli scellerati perpetrati da tanti governi nazionali e regionali alla sanità. Sanità, è quella cosa a cui nessuno pensa sino a che non ne viene a contatto per malanni suoi o di qualche congiunto. Quindi sanità è spesso quella cosa sulla quale  ogni amministratore può più facilmente risparmiare senza incorrere nelle proteste di piazza.

Sanità, purtroppo però, è anche quella cosa alla quale tutti noi prima o poi  siamo costretti a fare ricorso e quasi sempre in un momento della nostra vita nel quale siamo più fragili. E allora ci rendiamo conto che taglia- taglia non siamo più in grado di garantire ai nostri malati neppure l’agio di trascorrere le loro giornate fermi in un letto senza doversi piagare per il gran caldo che, come molte cose nella vita, era facilmente prevedibile, sarebbe arrivato, dato che l’estate è un dato di fatto, che si ripete da che esiste il mondo.

Mi auguro comunque che almeno questo problema si possa risolvere.

Mi auguro che in qualche piega di bilancio, chi di dovere sappia trovare pochi spiccioli, per ricaricare i condizionatori, per farli bonificare e ripulire come è buona norma fare ogni anno, per mettere in condizione chi soffre e chi lo assiste di non dover scontare “pene accessorie” per far quadrare un bilancio comunque ugualmente dissestato.

Massimo Baldino Caratozzolo (Per la nostra città)

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