Un libro? Perché no. “La nausea”, di Jean-Paul Sartre. Recensione a cura di Annalisa Serafini.

Estate ! Tempo di vacanze, ferie, scuole chiuse…perché allora non riscoprire e dedicarsi ai grandi pensatori e filosofi che hanno detto e scritto sul nostro tempo.
Per riflettere sul nostro mondo, le nostre abitudini, lo stile di vita che conduciamo in questa società globalizzata e iperconsumistica.
Oggi vi presento un romanzo, del filosofo francese Sartre, uno dei fondatori dell’esistenzialismo.
Il breve romanzo, accessibile a tutti, racconta la vita di un uomo, narrata in prima persona.
Il romanzo fu pubblicato nel 1938, le sue caratteristiche sono angoscia, la paura di vivere, di sbagliare, di condurre una vita senza soddisfazioni, senza senso né obiettivi. Grande metafora esistenzialista, di un mondo, siamo negli anni di Hitler e Mussolini, che si avviava alla distruzione ed alla guerra.
Il romanzo consiste nel diario di Antoine Roquentin, giovane di trenta anni che, dopo una serie di viaggi avventurosi, si stabilisce in una cittadina di provincia, Bouville, con l’intenzione di completare una ricerca storica su un libertino del Settecento, il marchese di Rollebon.
Dopo tre anni di permanenza a Bouville comincia a scrivere un diario personale, il cui primo pezzo datato risale a lunedì 29 gennaio 1932.
La decisione di pubblicare questi scritti non è dell’autore: i quaderni sono stati ritrovati in seguito fra le sue carte e pubblicati senza alcun ritocco. Roquentin abita in una camera d’albergo vicino alla stazione e trascorre le serate al “Ritrovo dei ferrovieri”. Per la propria ricerca passa delle ore nella biblioteca municipale, dove incontra l’Autodidatta, uno strano erudito che legge tutti i libri posseduti dalla biblioteca in ordine alfabetico. Non si sente “borghesemente” a proprio agio nel mondo.
Un romanzo filosofico, che aprirà al lettore, una nuova prospettiva per capire il mondo di oggi, con le sue difficoltà ed i suoi problemi.
Buona lettura!
Annalisa Serafini
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