Baldino, Liguori e Nobili: “Enel, basta chiacchiere”.

LA SPEZIA- Si è svolta ieri pomeriggio in Comune la Commissione congiunta avente per oggetto l’audizione dei vertici di ENEL. Purtroppo l’impressione che abbiamo avuto è quella di un ente poco rispettoso della città e delle istituzioni che la rappresentano.

Un ente che adducendo motivazioni  aziendali, che poco possono importare ai cittadini, intende sì discutere e aprire tavoli di confronto, ma intanto procedere tirando dritto per la propria strada, che è quella di riproporre a questa città già devastata per anni da una centrale a carbone in pieno centro urbano, una centrale a gas dimenticando che il gas ENEL, avrebbe già dovuto usarlo e non lo ha fatto, sin dalla fine degli anni novanta. Non l’ha fatto perché giudicato anti economico, come dichiarato più volte dal suo AD Starace, tanto che nel 2015 quando si trattò di elaborare il piano di dismissione di 23 centrali obsolete, tra cui quella della Spezia, sorprendentemente si penso di smantellare invece che la sezione a Carbone i due gruppi a gas.

Dunque cosa è cambiato e perché ora per ENEL il gas diventerebbe vantaggioso? È  cambiato che con il “phase out” del carbone, ENEL ha una buona occasione per rilanciare alla Spezia una centrale a gas senza rischio di impresa. La centrale sarà infatti remunerata, “comunque vadano le cose” grazie al meccanismo del “Capacity market”. Tradotto, Spezia si deve prendere ancora una volta una centrale  perché ad ENEL porta soldi a prescindere da quanto questa verrà usata….e soprattutto non ne fa spendere visto che in questo modo si da un calcio in avanti al pallone rimandando la discussione sull’intera area, bonifiche comprese a data da destinarsi (Shell docet)

Dunque il problema potrebbe persino non essere esclusivamente di natura ambientale , ed è qui che si deve costruire una posizione comune tra le realtà coinvolte in questo processo,  sindacati compresi. Non si può scindere e contrapporre il futuro della città e dei lavoratori su una partita così importante. Infatti l’impressione è sempre più quella di una centrale tanto inutile quanto coercitiva per il territorio, visto che insiste su un’area vastissima e di grande pregio da un punto di vista logistico. Un’area  che potrebbe dare le risposte che la città attende per creare impresa ed occupazione di alta qualità. ENEL essendo proprietario di quell’area è evidente che può divenire un soggetto investitore o al limite facilitatore, ma è altrettanto evidente che le istituzioni devono aprire una trattativa che non può partire da una centrale peraltro imposta dall’alto, ma da una visione complessiva dell’area che interessi in primis la sua completa bonifica e la sua riconversione.

Cosa dunque possiamo aspettarci? Nulla di buono, se tutti gli attori in campo, politica compresa, continuano su questo registro. Occorrerebbe invece un cambio di marcia in primis della amministrazione, che dovrebbe attivarsi per elaborare un protocollo da proporre pubblicamente a tutti i soggetti interessati quindi i due ministeri, la regione, verso la quale un po’ meno sudditanza psicologica sarebbe apprezzata, ovviamente  ENEL e i Sindacati.

Tale protocollo dovrebbe contenere

–       la tante volte richiesta e citata dai sottoscritti “apertura di uno studio sul danno sanitario causato dalla centrale”,

–       la chiusura del gruppo a carbone  senza nessun legame alla questione della riconversione a gas.

–    apertura di un tavolo istituzionale con enel per la definizione di un progetto che guardi al futuro e alle nuove tecnologie, di produzione energetica, ambientalmente compatibili, definendo le aree che necessitano ad Enel stessa e liberando, per altri utilizzi, le altre, partendo  dalla stesura di un programma per la bonifica dell’area,

–       l’invio da parte del Comune al ministero dell’Ambiente, entro il termine ultimo dell’11 luglio, di una richiesta di sospensione della verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale del progetto-gas

Per finire come avevamo richiesto più volte anche in una mozione che l’attuale maggioranza ha sdegnosamente bocciato l’inserimento nel Piano urbanistico comunale di un divieto all’insediamento di industrie insalubri di prima classe nell’area Enel. Sostanzialmente questo chiederemo ancora una volta in sede istituzionale, sperando appunto che Peracchini non sia nel frattempo rimasto folgorato dalla “Dinamo della bicicletta del presidente Toti” citata come esempio al convegno di ieri mattina organizzato dai sindacati.

Massimo Baldino Caratozzolo, Luigi Liguori, Dina Nobili (Consiglieri Comunali)

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