Barriere antirumore in Viale San Bartolomeo, finto progetto dell’Autorità Portuale

LA SPEZIA- Leggiamo sui quotidiani locali le giuste proteste dei cittadini, oppressi ormai da tempo dall’inquinamento acustico, i quali criticano la barriera antirumore in corso d’opera progettata in modo che non può essere funzionale a mitigare e a riportare i livelli di inquinamento acustico entro i limiti stabiliti;inquinamento acustico che deriva in massima parte dall’attività portuale che si svolge a poche decine di metri dalle residenze di 12.000 cittadini circa.

La questione è stata anche rilevata dal Ministero dell’ambiente,dopo le numerose richieste per ottenere un’inchiesta fatta dalle associazioni e dal coordinamento dei quartieri del levante.

Lo stesso ministero ha richiesto al Sindaco,responsabile della salute dei cittadini,accertamenti e verifiche trasparenti,considerando anche la latitanza dell’Arpal nel ricoprire il suo ruolo.

Per quello che ci riguarda noi abbiamo dato la nostra disponibilità,così come hanno fatto i cittadini,per installare sulle finestre le macchinette adatte a misurare i livelli acustici, ma pare che per le cose occorrano tempi biblici senza contare un clima di allarmismo messo in atto dagli operatori portuali che minacciano più o meno velatamente di  abbandonare il nostro Porto riaccendendo pertanto lo scontro fra difesa della salute e lavoro.

Ci chiediamo spesso dove sia finita la ricerca della convivenza Porto-città nel rispetto delle leggi che ci sono ma che non vengono rispettate.

In questa situazione che da anni si ripete ci troviamo di fronte all’A.P,nella quale tutti i Pinocchi che si sono succeduti  alla sua presidenza  mai hanno ricercato la collaborazione coi cittadini ma si sono cantati e suonati la musica come hanno voluto,giocando sul fatto che poi un po’ per rassegnazione un po’ per sfinimento avrebbero avuto le mani libere in una città che non riesce ad avere una qualità di vita migliore e un po’ di occupazione per i suoi giovani e il loro futuro.

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