Centrale ENEL di La Spezia, parta subito l’indagine epidemiologica sugli effetti dell’inquinamento (Francesco Battistini)

L’indagine epidemiologica circa gli effetti della centrale ENEL sulla salute degli spezzini si farà; ma, secondo l’Assessore Viale, solo dopo la pubblicazione dei decreti attuativi del testo nazionale approvato nei mesi scorsi. Secondo le intenzioni della giunta, l’indagine sarebbe una risposta a un obbligo di legge, piuttosto che a una legittima domanda della cittadinanza, su cui è necessaria urgenza. È quanto emerso, stamane, dalla discussione sull’interrogazione presentata dal vicecapogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Francesco Battistini. «A Spezia aumentano le malattie cardiorespiratorie: ENEL ritiene che la colpa non sia attribuibile all’inquinamento prodotto dalla centrale in quasi 60 anni di attività, bensì allo stile di vita errato della popolazione in seguito all’uso di alcol e fumo – dichiara Battistini -. A fronte di una tesi del genere, che per noi suona surreale, è necessario avviare subito un’indagine epidemiologica anticipando gli obblighi di legge. Non sappiamo quali siano le tempistiche dei decreti attuativi, specie con un Governo instabile e litigioso come quello che abbiamo; la giunta regionale, dunque, deve attivarsi immediatamente sul dato emerso, che ENEL ha pubblicato e poi commentato in maniera inopportuna, assolvendo se stessa e affibbiando a qualcun altro la responsabilità. Come pare andare di moda oggi».

«Tutte le nostre prossime iniziative a riguardo andranno in questo senso, sia in consiglio regionale sia in commissione sanità. La questione, peraltro, non può riguardare soltanto il registro tumori, ma tutte le patologie che attualmente si registrano, visto che si sta discutendo il futuro dell’area – sottolinea Battistini -.La regione deve assumersi la responsabilità di finanziare e avviare un’indagine in collaborazione con Asl5 e ARPAL; non può sottrarsi attendendo provvedimenti che devono essere ancora varati. Ora è il momento di accelerare e andare al nocciolo del problema: sia fatta luce, sia verificato che l’incidenza possa essere imputabile alla centrale a carbone, ormai quasi a fine vita, e si mettano in campo le opportune contromisure sanitarie. Ciò che vogliamo è una risposta chiara a una semplice domanda dei cittadini».

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