Masterplan Palmaria, il “no” di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria.

GENOVA- Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria si unisce alle obiezioni nei confronti del “Masterplan Isola Palmaria”, approvato nelle scorse settimane da Regione Liguria, Comune di Portovenere, MiBAC e Marina Militare.L’iniziativa, infatti, rischia di modificare radicalmente la fisionomia della perla del Golfo de La Spezia, paradiso naturale di biodiversità. Necessari approfondimenti nella commissione regionale ambiente.

«Dietro l’elegante termine anglosassone, che vorrebbe tradursi in “riqualificazione”, si cela in realtà un piano per stravolgere il volto e la vita stessa dell’isola. Forse in modo irreparabile. In concreto: costruzione di una monorotaia, un anfiteatro nella cava e ben 54 strutture ricettive di lusso; l’obiettivo è quindi puntare a un via vai continuo di turisti e motoscafi, a scapito dell’ambiente marino. Riteniamo che il “masterplan” debba essere attentamente esaminato dalla commissione ambiente: per questo faremo espressa richiesta –dichiarano il capogruppo Gianni Pastorino e il vicecapogruppo Francesco Battistini -. Siamo proprio sicuri che i turisti siano ancora alla ricerca di paesaggi fortemente antropizzati? Chi ha avuto il piacere di arrivare in battello da Portovenere, poterà nel cuore l’immagine di un’isola selvaggia, immersa nel silenzio, circondata da acque cristalline, con una flora costituita da oltre 500 specie. La Palmaria, infatti, è area UNESCO proprio in virtù della sua biodiversità. Vogliamo davvero correre il rischio di perdere tutto questo?».

«La giunta Toti vorrebbe farne la “Capri Ligure”, dimostrando ancora una volta di non avere a cuore le peculiarità paesaggistiche e ambientali della Liguria, sacrificate alla logica del profitto e della cementificazione. Una logica già vista col Piano Casa e, ancora di recente, con la legge “taglia parchi”; il centrodestra conferma la propria vocazione ad annientare i polmoni verdi, che sono un fiore all’occhiello di questa regione, con puntigliosa e pervicace determinazione – commentano Pastorino e Battistini -. Alla Palmaria esiste un ecosistema fragile che va preservato e sicuramente valorizzato, anche per risolvere alcuni problemi contingenti. Ma è impossibile pensarla come meta di massa, perché non sarà in grado di assorbire un turismo a forte impatto, ma solo ed esclusivamente un turismo giornaliero. Resti la vocazione all’escursionismo ecocompatibile. Chi fugge dalla città non cerca altro cemento ma la natura. Si facciano scelte lungimiranti e non di breve respiro».

«Altri sono gli interventi necessari: messa in sicurezza dei sentieri, disponibilità di servizi igienici per i visitatori, miglioramento della raccolta rifiuti, presenza di un servizio di Pronto Soccorso. E serve un sistema fognario, oggi assente sull’isola nonostante i tanti progetti e i soldi spesi tramite fondi europei –concludono Pastorino e Battistini -. Interventi strutturali, quindi, ma “leggeri”, anche per venire incontro alle giuste istanze dei residenti, primi custodi e manutentori. È avvilente constatare come questa prosopopea della rinascita ligure continui a passare attraverso un’immagine patinata, sostanzialmente falsa e fatta di lustrini. Tappeti rossi stesi su vecchie e nuove colate di cemento che suonano come promessa di future speculazioni».

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