“La Spezia Porta di Sion”: martedì 18 doppia inaugurazione sul Molo Pagliari e Largo Fiorillo

LA SPEZIA- La giornata di martedì 18 giugno sarà, per la nostra città “Porta di Sion“, molto importante, perché verrà inaugurato il percorso didattico che ricorderà la partenza, dal Molo Pagliari, delle navi che portarono in Israele i sopravvissuti dei campi di sterminio. A presentare gli eventi sono stati, nel corso di una conferenza stampa, la Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Carla Roncallo, il Sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, l’assessore alla Portualità Anna Maria Sorrentino (che era nella commissione giudicante del concorso per il monumento), il dottor Funaro della Comunità Ebraica, i vincitori del concorso “La Spezia Porta di Sion” (Jacopo Maugeri, Alessandro Tognetti, Paolo Maioni e Ivano Barcellone) e la dottoressa Cinzia Sani, della Fondazione Carispezia.

Doppio appuntamento, martedì: alle 16:30 verrà inaugurato un monumento in marmo, realizzato da Walter Tacchini che rappresenta un cuore spezzato (con richiamo al dolore degli Ebrei) e le onde del mare (simbolo di liberazione), nel contempo verrà scoperchiata la targa che identifica il percorso didattico, intitolato a Alda Sereni e Yekada Arazi (il comandante della nave). Il percorso, patrocinato dall’Ambasciata di Israele e realizzato grazie alla collaborazione con il Museo Eretz e la Fondazione Museo della Shoah,  però, non sarà immediatamente fruibile, poiché il maltempo dell’ottobre scorso ha causato grossi danni sul Molo, quindi i lavori hanno subito un rallentamento. Alle 18:30, poi, la giornata proseguirà a Largo Fiorillo, con l’inaugurazione della mostra “Dalla Terraferma alla Terra Promessa, Alya Bet dall’Italia a Israrele, 1945-1948“. La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 18 settembre tutti i giorni escluso il lunedì dalle 10 alle 18.

Sarà un percorso di memoria, per celebrare il passato e per insegnare alle nuove generazioni. E sarà un modo per far conoscere a chiunque passi da lì (crocieristi compresi), la storia della solidarietà di una città che, pur devastata dalla guerra, si impegnò per aiutare persone in grosso stato di sofferenza.

E le polemiche sull’utilizzo del Molo Pagliari? Sono state citate, ma sembrano ormai appartenere al passato.

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