Dietrofront dell’Amministrazione sulla centrale a gas

LA SPEZIA- Qualche mese fa l’Amministrazione votò un Ordine del Giorno in cui chiedeva a Enel di restare con una centrale a gas, dopo la (probabile) dismissione del carbone nel 2021. Il 16 maggio Enel comunicava di aver fatto richiesta di insediarsi con il gas. In un primo momento sembrava che per l’Amministrazione fosse tutto a posto, ma ieri sera Peracchini e la sua maggioranza hanno fatto un incredibile dietro-front. Il motivo? Enel non è venuta in commissione a parlare del progetto, così è tutto da rifare.

Una decisione, questa, che scontenta però parte della maggioranza e che ha fatto arrabbiare i sindacati, preoccupati come al solito della ricaduta occupazionale. Il sindaco attacca un po’ tutti, dando colpe a chiunque per la permanenza della centrale in città (e di colpe, chi ha governato prima, ne ha tante, sia chiaro), ma dimentica le sue responsabilità e glissa su ciò che da più parti gli viene richiesto: uno studio del danno sanitario prodotto da Enel fino a questo momento, nonché una valutazione di impatto sanitario su possibili scenari futuri alternativi nell’uso dell’area in questione anche tenuto conto sull’impatto esistente della altre fonti inquinanti: porto, cantieri navali, come scrive Marco Grondacci nel suo blog ( Centrale Enel: gli errori di chi governava prima e di chi governa ora; Analisi critica del Consiglio Comunale su centrale a gas proposta da Enel).

Insomma: qui si parla di colpe, di percorsi non avviati, di andare a Roma a parlare, ma si tralascia un punto fondamentale: la salute dei cittadini. Non che sia una novità… Andare a Roma senza dati certi sugli impatti sulla salute equivale probabilmente a un viaggio a vuoto, quindi ad avere ancora la centrale in città.

Quello di ieri è stato un consiglio molto movimentato, con gente seduta sulle scale, che non riusciva a entrare in aula e non sentiva nulla perché non funzionavano i microfoni. La Giunta Peracchini si è trovata di fronte probabilmente alla più forte protesta cittadina da quando è in carica e non ne è uscita benissimo. Così come non è uscito bene il Presidente del Consiglio Giulio Guerri (per anni in prima linea nelle battaglie ambientaliste, poi “silenziato” negli ultimi mesi di battaglia con l’ex amico ed alleato Massimo Baldino) che ieri pomeriggio aveva annunciato un intervento in Consiglio, salvo poi non parlare e votare, come sempre, compatto con la sua maggioranza, bocciando tutte le proposte dell’opposizione, rivendicando oggi la fedeltà ai suoi ideali.

Le centrali a gas, lo ricordiamo, non sono per niente a impatto zero sull’ambiente, poiché rilasciano nell’aria moltissime polveri sottili (che sono pericolosissime per la salute) e sono decisamente costose.

 

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