Bar Joy: degustazione col produttore Heydi Bonanini, cantina Possa

LA SPEZIA – Proseguono le degustazioni col produttore al Bar Joy, serate speciali all’insegna del bere bene e del buon cibo. Protagonisti della serata di giovedì 6 giugno i vini della Cantina Possa di Samuele Heydi Bonanini.

Viticoltore appassionato e amante della sua terra, Bonanini coltiva le sue vigne nella valle di Possaltara a Riomaggiore, una delle zone più suggestive delle Cinque Terre. I vitigni si sviluppano su terrazze e gradoni, dove clima e pendenza giocano un ruolo fondamentale.

“Ho sempre pensato che i vini delle Cinque Terre avessero qualcosa in più – spiega Bonanini – per non parlare dello Sciacchetrà che, a mio parere, é il miglior passito al mondo. La mia idea é stata quella di partire puntando sull’identità del territorio, infatti nelle mie vigne non facciamo nemmeno il Vermentino perché non lo trovo nativo di queste zone. La nostra é un’agricoltura pulita e in cantina non usiamo nulla più di quel che serve, arrivando negli ultimi anni a produrre vini senza solfiti aggiunti. Siamo a contatto con la natura e abbiamo la fortuna di fare un lavoro che amiamo, portando il nome del nostro territorio in giro per il mondo”.

Samuele Heydi Bonanini, inoltre, porta avanti una bella ed importante iniziativa con i bambini della scuola di Riomaggiore, per portarli a contatto con la loro terra, le origini, la tradizione, iniziativa voluta anche dalle mamme che dall’anno scorso hanno fatto rivivere la Sagra dell’Uva.

“La mia generazione – spiega Heydi – é quella che ancora aveva i nonni contadini, quindi, volente o nolente, ci aspettavano le giornate in vigna e in cantina, la vendemmia. La generazione di mio figlio, che ha 7 anni, é invece quella dove i loro nonni hanno saltato il lavoro in vigna e questi bimbi non sanno niente delle loro origini, anche perché ormai non ci sono più vecchie cantine. Abbiamo iniziato dal fondo,  con la sgranatura dello Sciacchetrà a novembre: gli abbiamo spiegato quali sono gli acini da prendere e quelli da eliminare. Quindi li hanno sgranati, li hanno pestati con i piedi e hanno buttato dentro la botte. Dopo 28 giorni sono tornati e con un vecchio torchio abbiamo torchiato questa botticella di Sciacchetrà. Dalla lezione successiva ci siamo spostati in vigna e lì abbiamo recintato una terrazza e abbiamo dato tre piante ad ogni bambino (con tanto di cartellino con il suo nome). Di queste piante diventano custodi fino alla vendemmia. Nelle ultime lezioni presteranno con i piedi e faranno subito la torchiatura, verranno circa 50 litri di vino che chiameremo Vino dei fanti e sarà il vino che si berrà nell’edizione 2020 della Sagra dell’Uva. L’idea é quella di proseguire annualmente questo progetto, i bambini si divertono moltissimo, sono entusiasti e trasmettono l’entusiasmo anche agli altri, infatti da 11 che erano sono aumentati a 13!”.

Advertisements