Intervento del Comitato NoBiodigestore Saliceti sul Consiglio Provinciale del 5 giugno

SANTO STEFANO MAGRA- In merito a quanto accaduto durante il Consiglio Provinciale dello scorso 5 giugno 2019, al quale ha assistito una nostra delegazione, ci premono alcune considerazioni.
Di certo non ci illudevamo di una decisione del Consiglio Provinciale che chiedesse l’archiviazione della procedura in corso di autorizzazione del biodigestore a Saliceti, ma le argomentazioni usate dal Presidente De Ranieri e da una parte dei consiglieri di maggioranza, nonché del dirigente intervenuti, ci hanno lasciati alquanto sconcertati.
Sostenere che il sito di Saliceti come area disponibile alla realizzazione del biodigestore fosse presente nel Piano del 2003 è una totale falsità.
Il Piano Provinciale approvato nel 2003 per il sito di Saliceti prevedeva soltanto la realizzazione dell’ impianto per il trattamento dell’ indifferenziato e per i rifiuti organici un impianto di compostaggio aerobico totalmente diverso per dimensioni e ciclo tecnologico da un biodigestore anaerobico. Inutile continuare a scaricare le responsabilità sul vecchio Piano, se si voleva inserire il sito di Saliceti andava inserito nel nuovo Piano approvato il 6 agosto scorso che invece ha individuato il sito di Boscalino.
Relativamente alla correttezza dichiarata dal Presidente sulle procedure di autorizzazione e dei controlli di competenza della Provincia vogliamo ricordare che l’ impianto esistente ha funzionato per anni con insopportabili emissioni odorigene senza che la Provincia, quale ente di controllo, intervenisse con provvedimenti cogenti, che sono arrivati solo negli ultimi anni anche per le inchieste aperte dalla magistratura. L’ impianto esistente si é adeguato alla normativa dell’ Aia in ritardo rispetto alle scadenze di legge.
La Provincia, per giustificare il mancato rilascio del parere sanitario da parte dell’ex-Sindaco del Comune di Vezzano Fiorenzo Abruzzo, è arrivata addirittura a dichiarare che l’impianto di rifiuti esistente non è un’industria insalubre. Quindi per la Provincia una lavanderia è un’industria insalubre, mentre un impianto rifiuti da 100mila tonnellate no.
Negli ultimi due anni ai gestori dell’impianto esistente è stato permesso di aumentare le quantità di rifiuti trattati senza una nuova autorizzazione ma con una semplice delibera da parte del comitato di ambito regionale, organo non competente a rilasciare autorizzazioni di questo tipo.
Tutto quanto sopra conferma un’inquietante superficialità e al contempo una supponenza politico-amministrativa che rende inutili le affermazioni contenute nella mozione approvata dalla maggioranza sull’impegno a promuovere una campagna informativa rivolta ai cittadini. Parallelamente l’invito ai Comuni a vigilare sul modo in cui cittadini e comuni parteciperanno al procedimento di autorizzazione in corso assume toni farseschi.
Se avevamo ancora dei dubbi, ora siamo sempre più convinti che per Provincia e Regione i giochi siano fatti e che quindi non abbia alcun senso partecipare all’Inchiesta Pubblica che servirà solo a dare copertura partecipativa ad un provvedimento illegittimo.
Comitato No (Bio)digestore Saliceti
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