Un mare, una barca, una penna” Mostra al Cantiere della Memoria sul gozzo centenario dello scrittore Alberto Cavanna, protagonista nel suo ultimo romanzo

Le Grazie – In occasione del raduno-regata delle signore del mare promosso alle Grazie dall’Associazione Italiana Vele D’epoca, sabato 8 giungo alle 18,30, sarà inaugurata al Cantiere della Memoria, nel porto antico, la mostra “Un mare, una barca, una penna”. Si tratta di un’esposizione che racconta il restauro del gozzo centenario Bianca dell’armatore-scrittore Alberto Cavanna e dell’importanza che lo stesso ha avuto, come fonte ispirativa, nella produzione letteraria dell’autore, al pari dei trascorsi del romanziere al Cantiere Valdettaro (1988-1995), di cui fu direttore di carpentieri e arredatori.

Costruito nel 1920 dal Cantiere Ferro di Varazze, salvato nel 2007 dalla demolizione dal padre di Alberto, Attilio, e poi restaurato con armo a vela latina,  il gozzo è diventato una star nei campi di regata. Da ieri è ormeggiato nel porto-museo delle Grazie, piccola-ancella delle principesse e delle signore del mare che popolano il cuore del borgo. «La chiusura di un cerchio, che il Cantiere della Memoria – dice il suo animatore Corrado Ricci – ha inteso celebrare con una mostra dedicata ai legni risorti della barca storica, accompagnati da brani tratti dai romanzi di Alberto, con la cornice di altre produzioni dell’autore, quelle grafiche, ovviamente ispirate alla marineria…». Alle 21,30 di sabato  incontro con l’autore, intervistato dal professor Lorenzo Tronfi, per la presentazione, sullo sfondo delle vele d’epoca, del suo ultimo romanzo ‘A Tradimento’, nel quale Bianca è protagonista, espressione dell’abbraccio generazionale e del valore della memoria per costruire il futuro.

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