Ponzanelli, Monticelli e Serarcangeli (S. Stefano Popolare): “Si risolva una volta per tutte la questione della Cava della Brina”.

SANTO STEFANO MAGRA- “La problematica che riguarda la cava della Brina, sin dal 2015, ha reso evidente il fatto che si trattasse di difficile risoluzione. Su tale questione esiste da sempre una mancanza di informazioni e siamo sollevati che che ora finalmente tutti abbiano preso coscienza della difficile situazione ” – fa sapere il Capoguppo di “Santo Stefano Popolare” Francesco Ponzanelli, Vice Capogruppo Alberto Monticelli e il Consigliere Comunale Pietro Serarcangeli –  “La cava è stata voluta e fatta dal PD e ora siamo interessati a sapere che cosa ne pensino anche i loro dirigenti di partito e quali siano le loro intenzioni in merito dato che sul tema del biodigestore sono tutti contrari, ma su quello della cava della Brina nessuno si esprime. Siamo favorevoli all’indizione di un nuovo Consiglio Comunale per capire che cosa stia succedendo realmente e se ci siano delle novità in merito. Quello che di certo sappiamo noi, come sanno tutti, è il fatto che noi abbiamo richiesto e presentato degli ordini del giorno in Consiglio per cercare di addivenire a una soluzione; le nostre proposte costruttive sono state avanzate sia durante l’attuale amministrazione sia nella scorsa: precisamente nel settembre 2017 e novembre 2017. La nostra presenza è sempre stata assidua e costante per controllare e monitorare ciò che succedeva nella cava. Addirittura nel luglio 2017 la Procura della Repubblica bloccò è sequestrò parte della cava e ora attendiamo le perizie che dovrebbero certificare il tutto. Nella maggioranza qualcuno ancora ha il coraggio di affermare che vada tutto bene, ma è fondamentale esercitare un’azione precisa e capillare per fare chiarezza su tale situazione. Noi riteniamo che la cava della Brina debba essere chiusa in modo da effettuare carotaggi seri e precisi tramite la formulazione e redazione di una carta del rischio sismico che riguardi l’area interessata, un modello simulatore degli effetti previsti sulla zona in cui dovrebbero essere depositati oltre 500 mila metri di terra. Abbiamo chiesto la creazione di una carta del rischio idrogeologico con simulazioni che indichino che cosa potrebbe accadere su quella zona in caso di forti rischi metereologici purtroppo così frequenti sul nostro già martoriato territorio, quindi ancora più compromesso dal punto di vista idrogeologico. Noi abbiamo presentato proposte serie e costruttive soprattutto dopo gli ultimi riempimenti nella zona non sequestrata”.

Prosegue Francesco Ponzanelli “Grazie alla nostra iniziativa nel Consiglio Comunale del 9 novembre 2017 è stato votato all’unanimità il testo che impegna l’amministrazione “qualora dovessero emergere fatti e azioni contrari ai presupposti normativi e a valutare interventi tra cui la chiusura della cava della Brina”; come politico il mio pensiero principale è che venga salvaguardata la sicurezza e la legalità nell’interesse dei cittadini”.

 

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