Giorgio Pagano: “Il Comune non avrebbe dovuto concedere spazi pubblici a un editore dichiaratamente fascista”.

LA SPEZIA- La richiesta al Comune della Spezia, da parte di un’associazione legata a Casa Pound, di una sala pubblica per la presentazione di un libro di un editore dichiaratamente fascista non avrebbe dovuto essere accolta. Il fatto che ciò non sia avvenuto è grave e obbliga a una riflessione, non più rinviabile, per prevenire e combattere questi fenomeni.

L’obbiettivo deve essere quello di uno Stato e di un Comune “pienamente antifascisti”: anche il Comune deve entrare finalmente, con reale convinzione, in campo, per impedire che queste continue iniziative di tipo fascista non abbiano più a ripetersi, così come gli episodi di violenza e di razzismo che ad esso sono strutturalmente e frequentemente collegati.

Non c’è dubbio che Casa Pound e l’editore del libro siano dichiaratamente fascisti.

In questi casi non si può non fare riferimento alla disposizione transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione, in qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Così come alle leggi (la legge “Scelba” e la legge “Mancino”) che puniscono l’apologia del fascismo e l’istigazione al razzismo.

In Italia c’è libertà di manifestazione del pensiero e c’è libertà di riunione; ma entrambe sono sottoposte a limiti, che si desumono da una Costituzione intrisa di antifascismo e di democrazia. E poi, se non bastasse, c’è la Carta dei diritti di Strasburgo che ha recentemente riaffermato, ancora una volta, la piena vigenza dell’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (che consacra il diritto alla libera manifestazione del pensiero), aggiungendo però che bisogna tener conto anche dell’art. 17 della stessa Convenzione che inibisce l’abuso dei diritti fondamentali, ogni volta che una libertà garantita dalla Convenzione venga utilizzata “per fini contrari al testo ed allo spirito della stessa, diretti alla distruzione e alla eliminazione dei diritti e delle libertà da essa garantiti”.

Questo principio vale, ovviamente, anche per l’Italia, non solo perché fa parte dell’Europa e come tale soggetta alla Convenzione, ma anche e soprattutto perché è dotata di una Costituzione democratica e antifascista. Non si chiede altro se non che vengano applicate le leggi vigenti, assumendo come regola di principio il contenuto e lo spirito della Costituzione, e dunque non solo reprimendo, ma prima di ogni altra cosa prevenendo ogni abuso delle libertà, che si verifica  ogni volta che si utilizzano simbologie, concezioni e comportamenti che si richiamano al fascismo di ieri e di sempre.

Giorgio Pagano

Copresidente del Comitato Unitario della Resistenza in rappresentanza dell’ANPI

 

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