No al Biodigestore, la protesta scende in piazza

LA SPEZIA- Il Comitato NoBiodigestoreSaliceti è sceso in piazza con un presidio mercoledì 15 sotto la sede di Acam in Via Picco. Drappi bianchi (come quelli appesi fuori dalle case di Santo Stefano Magra), cartelli, fischietti e trombette hanno animato per circa due ore il presidio, fino all’uscita dalla sede Acam della sindaca di Santo Stefano Magra, Paola Sisti, che assieme agli altri sindaci della Provincia era impegnata nell’assemblea nel corso della quale è stato discusso il progetto per questo nuovo impianto.

Il Biodigestore avrà la capacità di trattare oltre 60.000 tonnellate di rifiuti ogni anno: avrà sede nel comune di Vezzano Ligure, ma il territorio è quello di Santo Stefano, una zona già fortemente segnata dalla presenza dell’impianto compattatore e dalla convivenza con retroporto e container. L’allarme ambientale è forte. L’impianto sorgerà a circa 20 metri dalla zona del Parco e del fiume e comporterà un grosso aumento del traffico di mezzi pesanti, con notevole inquinamento acustico. Aumenteranno inoltre le emissioni odorigene (che sono regolamentate da una disciplina, www.tuttoambiente.it ) e che certamente non rendono la vita facile agli abitanti.

Esiste inoltre il rischio di inquinamento delle falde acquifere: secondo il geologo Raggi, a rischio sarebbero i pozzi di Fornola, che forniscono l’acqua a quasi tutti i Comuni della provincia spezzina, tra cui il Comune capoluogo.

Non sono inoltre esclusi eventuali rischi per la salute dei residenti e dei loro animali, poiché potrebbero verificarsi contaminazioni da batteri. Infine, è possibile che si verifichi anche un danno patrimoniale, con svalutazione di immobili.

Per tutte queste ragioni e per la mancata trasparenza da parte della politica (il progetto era destinato a Boscalino, poi si è deciso di cambiare) gli abitanti di Santo Stefano dicono a gran voce NO al Biodigestore.

 

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