Intervista alla poetessa spezzina Daniela Feltrinelli. A cura di Giuseppe Rudisi

LA SPEZIA- Sono due i premi letterari consegnati domenica scorsa alla poetessa spezzina Daniela Feltrinelli per il suo ultimo libro “Isole vicine.” Ad Aulla ha ricevuto dal Sindaco e dalla delegata Marina Pratici il premio della critica nel concorso “La Città della Rosa”, nel pomeriggio, nella splendida cornice del palazzo Dosi Magnavacca di Pontremoli, è stata la Prof.ssa Rina Gambini, presidente del Circolo culturale “Il Porticciolo”, a insignirla del premio speciale “Poesia per il mare.”

Isole vicine” è un libro di poesie pubblicato da Agorà&Co di Lugano. Ha raccolto consensi positivi da critici e lettori, è stato selezionato in molti concorsi letterari nazionali facendo incetta di premi, ad oggi sono oltre una decina, conseguiti tra La Spezia, Firenze e Ferrara.
Dall’immagine della copertina e dal titolo “Isole Vicine” è agevole intuire che il tema dominante di questa raccolta poetica sia fortemente intriso con le bellezze del nostro golfo, nonché delle nostre isole che lo proteggono dal mare aperto.

È Daniela Feltrinelli che lo conferma:

Sono stata ispirata dal nostro paesaggio marino, in particolare dalla Palmaria che frequento fin dall’infanzia. Ecco perché  ho voluto che sulla copertina apparisse uno scorcio dell’isola. I disegni a china, che si alternano alle poesie, ben rappresentano il paesaggio a me così caro. Palmaria, Tino e Tinetto sono “isole vicine” in tutti i sensi, geograficamente vicine alla Spezia e tra loro, ma anche e soprattutto a me e ai miei sentimenti. In esse mi rispecchio, trovandovi bellezza e serenità. Ognuno di noi ha un’isola nell’anima. Io credo di aver trovato la mia senza andare troppo lontano. Inoltre le isole appartengono al mio DNA, essendo la mia famiglia paterna di Venezia (il nonno di Burano e la nonna di Murano).

Come è nata la passione per la poesia e quale percorso artistico ti ha portato ad “Isole vicine”?
Ho sempre affidato volentieri alla scrittura idee, stati d’animo ed emozioni, fin da bambina. Dapprima scrivevo diari e lettere e intanto a scuola studiavo letteratura che comprendeva molte poesie. Ho avuto ottime insegnanti che mi hanno consentito di accedere a questo particolare linguaggio, che attinge direttamente all’interiorità più profonda, talora nascosta. Lettura e scrittura di poesie mi hanno accompagnato durante tutta la mia vita; fin dalla gioventù ho partecipato ai concorsi letterari, pubblicando le mie poesie all’interno di antologie. Frequentando la Palmaria durante le mie estati, fin dalla mia infanzia, ho imparato ad apprezzarne la ruvida bellezza e ad amare ogni suo scorcio. Sentivo il bisogno di esprimere una sorta di gratitudine, la necessità di condividere un crescente sentimento di compartecipazione con la natura di questi luoghi che per me sono “luoghi dell’anima”.

Così si esprime un critico sul tuo lavoro: “…una poesia incentrata sul dialogo reciproco, non scevro di allegorie, tra l’io narrante della poetessa e la Natura che produce armonia con la bellezza…”. Ti riconosci?
Sì. In alcune poesie il dialogo è evidente: parlo con l’isola, dandole del tu, come se si trattasse di un’amica o di una sorella. In effetti, le mie poesie vogliono rappresentare proprio questo rapporto, questo essere nella natura, al cospetto di un meraviglioso Universo che si manifesta in tutta la sua grandezza e bellezza. In esso non mi spaventa l’essere infinitamente piccola o sola, come sono tutti gli esseri umani… In altre poesie avviene un’identificazione con il paesaggio; allora riconosco in me  “ rocce dure ,pesanti/lambite sempre/dal mutevole mare dei miei sentimenti.”

“…Forse la natura ha per me un cuore di cristallo…” È   un brano di G Lorca che citi nel prologo del tuo libro, è a lui che ti ispiri? 
Il verso esprime in sé, molto sinteticamente, il rapporto con la natura: prezioso e trasparente come il cristallo, sincero ed affascinante, ma anche molto fragile. Infatti queste poesie contengono un chiaro messaggio di conservazione dell’ambiente naturale e sono dedicate ”a chi saprà conservare e valorizzare nel tempo il meraviglioso paesaggio della nostra isola”. Un altro poeta che amo per il suo stile e per le tematiche legate al nostro paesaggio è Montale.

Dalla tua biografia si rileva che sei nata e vivi a Spezia, città che ami e di cui apprezzi il sensibile cambiamento architettonico e culturale degli ultimi anni. A quali mutamenti fai riferimento? Cosa della tua città vorresti preservare o cambiare? 
La Spezia negli ultimi anni è cambiata in meglio, in tutti i sensi. Il centro storico pedonale è divenuto il cuore della città, con i suoi musei, le piazze rivisitate ed abbellite, le iniziative culturali, il teatro, i ristoranti, il restauro della biblioteca Mazzini, la mediateca regionale, ma anche la nuova biblioteca Beghi, con il sapiente e moderno restauro dell’ex Fitram. La città è sicuramente più vivibile ora, anche grazie ai nuovi parcheggi e all’area del porto Mirabello, cui si accede attraverso il meraviglioso ponte Thaon di Revel, il “ponte bianco” della poesia “La mia città”. Inoltre non dimentichiamo che Spezia è città di mare e questo sicuramente è un punto a suo favore. Certamente con l’arrivo delle crociere e del turismo di massa la città è diventata più caotica e trafficata. Vorrei che continuasse il suo sviluppo in senso culturale; in particolare vorrei che si desse più spazio alla poesia, intesa come linguaggio comune, accessibile a tutti.

Tra le 28  liriche contenute in “Isole Vicine” quale è quella che vivi più intensamente? 
La prima, “L’isola vicina”, che dà il titolo alla raccolta, è stata anche la prima a scaturire dalla mia penna. In essa esprimo la mia ricerca di pace e di armonia nel rasserenante paesaggio dell’isola, in particolare nella spiaggia del Pozzale. Quello è stato il punto di partenza, ma mi spingo oltre a cercare il respiro e l’energia creatrice dell’universo. Da una piccola isola del Mar Ligure cerco di raggiungere forze vitali e sentimenti di pace e di armonia universali.

“Isole Vicine” ha già ricevuto molti riconoscimenti, sia come premi letterari sia come consensi della critica e dei lettori. Ti aspettavi questi risultati? Quali saranno le prossime tappe del tuo percorso artistico?
Non immaginavo nulla di tutto questo. Mi fa un grande piacere sentire che i miei lettori e lettrici apprezzano le poesie e condividono le mie emozioni; altrettanto gratificante è sentirsi riconosciuti e valorizzati dalla critica letteraria, anche straniera, per la recente traduzione di una mia poesia. Questo mi spinge a continuare. A breve porterò “Isole vicine” in alcune scuole, che costituiscono il mio ambiente di lavoro privilegiato, per condividere con gli studenti il mio processo creativo. In estate presenterò il libro nelle nostre vicinanze, mi piacerebbe organizzare dei reading letterari; in particolare vorrei poter leggere le mie poesie lì dove sono nate…

Chi volesse leggere “Isole vicine” dove le può acquistare?
Nelle librerie spezzine il Contrappunto e Ricci e anche su https://agoracommunication.com/2018/05/30/isole-vicine/.

Giuseppe Rudisi

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