Mostra di Gloria Giuliano, la presentazione di Valerio P. Cremolini

LA SPEZIA- Necessiterebbe ampio spazio affrontare in modo accurato la vivace relazione fra musica e pittura, anche limitandosi al solo Novecento, secolo delle avanguardie, in cui celebri artisti ne hanno offerto rappresentazioni figurative, astratte, concettuali e così via, attingendo alla vasta gamma dei linguaggi. Ciò a conferma di come tradurre la musica in segni e colori sia tutt’altro che banale, interessando la spinta ideativa dell’artista e la sua spiccata individualità, connesse alla più complessa sfera della creatività, sempre più terreno di disinibiti tentativi di affermazione di nuove espressività.

Gloria Giuliano ha familiarità con il tema musicale, familiarità che dimostra con inconfondibile vigoria, affine alla temperie futurista, ma anche con peculiarità formali vicine al cubismo analitico e sintetico, che si affidano a una disinvolta e invidiabile leva visionaria nel realizzare perfette sintesi pittoriche fra il musicista e il suo abituale strumento.

Sostando dinanzi al fecondo repertorio della pittrice, comprendente in gran parte lavori di recente realizzazione, si rivela davvero appropriato il felice titolo della mostra pensato da Enrico Formica che postula il caloroso incitamento alla “maestra” Gloria ad avviare la sua attesa e seducente esibizione. L’esito che ne consegue è molto positivo, in quanto da esperta direttrice Gloria mostra bravura e autorevolezza nel guidare l’allegorica orchestra e i suoi singoli componenti.

Sulle superfici delle tele trionfa, con incessante dinamismo, una straordinaria immersione cromatica costantemente su toni elevati, quasi a voler suscitare in chi le avvicina la sensazione di captare reali emissioni di sonorità, generate dall’esuberante intreccio tra i colori (rosso, giallo, blu, bianco, nero, ecc.) e le loro gradazioni.

Non è superfluo richiamare il fenomeno percettivo della sinestesia, combinazione sensoriale anticipata dalle elaborazioni teoriche di Kandinskij ed applicata in numerose opere che rinviano alla terminologia musicale.

Ogni dipinto dell’ammirevole corpus di Musica, maestro, compresi i ritratti fisiognomicamente fedeli di famosi cantanti, dà adito a libere narrazioni, favorite anche dalla tipicità dei gesti dei diversi musicisti ritratti frontalmente o lateralmente con personalissimi profili simpaticamente deformati. Con il superamento del dualismo “realismo-astrazione”, esplicitato di continuo nella pittura di Gloria, è piacevole relazionarsi con lavori attraversati da un’energia che pare infinita.

Ne ribolle in abbondanza nella grande tela dominata da bianchi, neri e grigi, e nella rinnovata piazza Verdi di Riflessi futuristi, proposta da Gloria come luminosa ribalta di uno spensierato trio con tastiera, contrabbasso e tromba che si fonde con gli altrettanto gioiosi archi multicolori di Buren. Merita, inoltre, menzione lo sviluppo spaziale, basilare punto di forza che presiede l’interpretazione dei diversi temi ricapitolati nell’inconfondibile esperienza di Gloria Giuliano, abile nell’associare oculatamente al colore l’inserimento di pagine di giornali, giovandosi della tecnica del collage.

(Presentazione di Valerio P. Cremolini della personale della pittrice Gloria Giuliano, curata da Enrico Formica, intitolata “Musica, maestro”, che si inaugura giovedì 2 maggio p.v., alle ore 17.00, presso il LAS – Liceo Artistico Statale (via Montepertico,1).

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