Un libro? Perché no. “Il sorriso di Niccolò”, di Maurizio Viroli. Recensione a cura di Annalisa Serafini.

Niccolò Machiavelli non è stato soltanto l’autore del Principe, cioè dell’opera che fonda il pensiero politico moderno.
Egli era anche una personalità complessa, inquieta, smaniosa di vivere le più diverse esperienze, curioso, irrequieto.
In questo libro Viroli, che insegna teoria politica negli Stati Uniti, ci racconta gli incontri con i potenti, le amicizie e gli amori, i viaggi, i successi e le sconfitte di quest’uomo intelligente e curioso.
Il tutto in modo semplice, divertente alla portata di tutti, accessibile ad ogni tipo di lettore, anche non accademico o didattico.
Scopriamo così la Firenze dei Medici ma anche il gioco politico degli Stati italiani, il ruolo del Papato nell’ostacolare L’Unità del paese (come scrisse Machiavelli in una celebre lettera “i maledetti preti” e fomentare ogni tipo di guerra e guerricciola fra signori e conti locali. Machiavelli vide già dai suoi tempi che, mentre gli altri stati europei stavano unificandosi come Regno Unito, Francia, Germania invece l’Italia restava indietro: debole, terra di conquista per gli eserciti stranieri (i famosi lanzichenecchi) oppure ricattabile e indietro rispetto all’Europa che andava avanti.
Ma nel libro scopriamo anche l’uomo Machiavelli, di come sia falsa la definizione “machiavellico” inventata apposta per demistificare il suo pensiero.
Inoltre il testo, ci propone un uomo curioso che non perde occasione per viaggiare, soprattutto in Svizzera e Germania, dove capì l’importanza della riforma di Lutero per staccarsi dagli ostacoli e dai ricatti del Papato Romano e fondare Stati forti ed autonomi. Ebbe modo di visitare la Svizzera, dove andava ad arruolare uomini per la Repubblica di Firenze, perché vedeva che gli uomini svizzeri erano alti, robusti e sopportavano ogni fatica: quindi ottimi soldati mercenari. Non a caso ancora oggi le guardie del Papa di Roma sono “Le Guardie Svizzere”.
Ma anche ci troviamo il suo aprirsi a tutti, la sua grande curiosità e voglia di sapere: nel suo esilio a San Casciano, in provincia di Firenze, dove aveva una casa e delle vigne ed oliveti (ancora oggi se andate ci trovate i suoi parenti) da Segretario della Repubblica Fiorentina con l’arrivo dei Medici, si divertiva la mattina ad andare a bere e giocare a carte con i contadini del posto oppure si metteva lungo la strada a chiacchierare con chi parlava.
Insomma un libro curioso e divertente che vi farà scoprire il “dietro le quinte” di una personalità complessa, importante e curiosa, purtroppo messa all’angolo, ma che ha saputo vedere e capire i mali italiani che ci trasciniamo ancora oggi.
Buona lettura!
Annalisa Serafini
E-mail: annalisaserafini@libero.it

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