Quartieri del Levante e V.A.S.: “Basta con l’uno contro tutti sul Porto”.

LA SPEZIA- Continua sulla stampa cittadina l’intervento di alcuni operatori portuali che riesumano per il porto containers di La Spezia vecchie strategie di “uno contro tutti”, ovvero l’esasperazione accesa della massima competizione fra porti della Liguria e/o dell’alto Tirreno come se il trasporto marittimo si fosse fermato agli anni ’90. Non considerando i cambiamenti tecnologici, le necessità che richiamano le nuove logistiche Italiane ed Europee, sempre inserite nel rapporto sviluppo e salvaguardia ambientale per non creare un mostro di portualità sovradimensionata, positiva forse dal lato egoistico dei portatori di interesse, ma distruttiva per quello che ancora rimane per il Golfo dei Poeti ed il turismo che deve essere considerato attualmente il più grande portatore di occupazione.

Restiamo stupiti da chi enfatizza la necessità di grandi tombamenti nel nostro golfo sventolando la carota di un futuro risolutivo per lo sviluppo e l’occupazione poiché i dati degli ultimi anni contraddicono tale ipotesi e l’unico presidio portuale in crescita è quello turistico crocieristico e non assolutamente quello legato ai containers basta infatti vedere i parametri tra territorio occupato (2.000.000 di Mq) e le unità che su quel territorio realmente lavorano.

Meglio un coordinamento unitario dei Porti dove in modo razionale e sostenibile rispetto alla sua situazione geografica ognuno fa la sua parte sostenendo la parte occupazionale; La Spezia ed il suo porto sono inseriti in una rada con una diga e forse c’è chi vorrebbe ridurre questo specchio acqueo già fortemente ridotto negli ultimi anni!!!!!!!!!!!!

Non siamo in un porto col mare aperto, ma abbiamo limiti strutturali naturali su cui devono essere fatte valutazioni serie per non creare danni irreversibili.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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