Alla riscoperta di Pietro Ferro, giornalista-gentiluomo. Videodocumentario e mostra a cura del Cantiere della Memoria (Le Grazie)

PORTO VENERE- E’ scomparso nel 1992, all’età di 69 anni, ma resta un riferimento per il mondo del giornalismo ligure e per la comunità delle Grazie di Porto Venere. Lui è Pietro Ferro, un cronista gentiluomo, come recita titolo dell’iniziativa a lui dedicata dal Cantiere della Memoria (progetto culturale e luogo espositivo-propositivo nel porto antico del borgo marinaro per approfondire la conoscenza di personaggi e storie di mare).

Il ricordo avviene in collaborazione con la Pro Loco, con il patrocinio dell’Ordine regionale di giornalisti. Da una parte una mostra, dall’altra un video-documento a cura della sorella di Pietro Ferro, Carla, di Corrado Ricci e Jole Rosa (fondatori del Cantiere della Memoria) e dei video-maker Saul CarassaleSara Bonatti, che hanno realizzato il montaggio del filmato con immagini d’epoca e testimonianze sul valore professionale e umano  di Pietro- giornalista, sui suoi trascorsi di attori e sul suo essere paladino delle Grazie, animatore e compulsore di iniziative nel paese.

La proiezione è in programma il 14 aprile (domenica), con inizio alle 16, nella palestra dell’Associazione sportiva Forza e coraggio  in via Libertà 2 (gentilmente concessa); un’occasione anche per sviluppare riflessioni sul ruolo della cronaca nel rispetto deontologico della verità e della persona come elemento cardine della buona informazione, approccio professionale di cui Pietro è stato maestro; interverranno il presidente dell’Ordine regionale Filippo  Paganini e Andrea Ferro, figlio di Pietro.
Seguirà l’inaugurazione della mostra (con grafica a cura di Roberto Celi) al Cantiere della Memoria (in via Libertà 119), con brindisi finale offerto dalla  Pro Loco delle Grazie.

Pietro Ferro, nato il 14 aprile del 1923, chiamato alle armi nel 1943, partigiano, attore, giornalista è stato un testimone del tempo, saldo al cordone ombelicale del paese (al punto da firmarsi Piè de Ria quando scriveva di esso), da emigrante a Genova, da cronista a caporedattore centrale e  inviato speciale del Secolo XIX, autore di grandi inchieste. Fu narratore delle grandi storie dell’Italia e del mondo, a tu per tu con i personaggi chiave, marcati stretti, svelati con penna e taccuino. Ma anche amante del microcosmo delle Grazie, sempre pronto a prodigarsi per il borgo, per le sue associazioni  – curò la pubblicazione Ria della Pro Loco, si adoperò per la Pubblica assistenza, ancor prima diede il la all’idea della sagra del Polpo –  per poi dedicarsi anche alla redazione del giornalino Comune di Porto Venere. Un uomo di mondo e di paese. 

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