Gli incontri della settimana alla libreria Liberi Tutti

LA SPEZIA- Giovedì 11 aprile alle 17.30 presentazione del libro Economia e società. Otto lezioni eretiche di Maria Turchetto (mimesis).
“Economia e società” di Maria Turchetto è costruito in otto capitoli, ognuno seguito da una scelta di letture. Suo oggetto è l’economia, intesa come un pensiero critico sulla produzione di ricchezza. Si va dalla nascita dell’economia fino ad oggi, ma con increspature come la lunga citazione iniziale di Foucault che descrive l’origine degli stati moderni e,soprattutto, come l’utilizzo di pensatrici e scuole di pensiero poco ricordate ma ricche di spunti, ad es. la scuola storica tedesca. C’è anche il Marx del primo libro de Il capitale, un Marx in cui l’economia non schiaccia gli individui, ma che lascia il futuro aperto. Il testo suggerisce che la globalizzazione è un modo neutro di
indicare quello che una volta si chiamava imperialismo. Quindi, sono utili gli attrezzi critici forniti dalla scuola dipendentista sud-americana; da Rosa Luxemburg; da Lenin che sintetizzava l’imperialismo in: capitale bancario che coincide con capitale industriale;esportazione di capitale finanziario maggiore dell’esportazione di merci; monopoli internazionalI; spartizione del mondo tra grandi potenze capitalistiche. Il capitolo finale è dedicato
alla teoria del sistema-mondo, elaborata da Braudel-Wallerstein-Arrighi, che usa gli strumenti del pensiero critico, per analizzare un mondo inter-connesso. “Economia e società” è il primo Quaderno di teoria critica della società, collana di Mimèsis che riprende i corsi di Master tenuti a Milano-Bicocca per laureat* in diritto, antropologia,economia, scienze politiche e sociali.

Sabato 13 aprile alle 18.30 incontro con Giulio Palermo: Reddito di cittadinanza: una critica marxista.
In un mondo in cui si ottiene ogni cosa col denaro, l’ammalato, l’affamato, il senzatetto non domandano medicine, da mangiare e una casa, ma soldi. Non possiamo essere tutti economisti. Siamo solo figli di questo sistema e molti di noi non hanno nemmeno il tempo di criticarlo o di studiarlo. Chi non soddisfa nemmeno i bisogni primari, chiede soldi per potersi comprare l’aspirina, il pane e pagarsi un affitto. Invece di individuare il problema nel fatto che l’aspirina, il pane e la casa siano merci prodotte solo a condizione di creare profitto, il problema appare come una carenza di soldi con cui comprare queste merci.
Invece di suggerire un processo di demercificazione delle medicine, dei generi alimentari e delle abitazioni, che consenta di produrre finalmente questi beni guardando ai bisogni che devono soddisfare e non ai profitti che devono garantire, i sostenitori del RdC vorrebbero aumentare il ricorso al mercato e procedere a passi più sostenuti lungo la strada minata della produzione di merci, che è poi quella stessa strada che arricchisce il capitalista e impoverisce il
lavoratore nella sfera distributiva.
Chi è favorevole al RdC racconta che è uno strumento che sostiene la domanda aggregata, la crescita e l’occupazione. I più radical, quelli che strizzano l’occhio a Marx, aggiungono che favorisce anche l’emancipazione dal lavoro salariato. In questo articolo, Giulio Palermo, docente di Economia Politica all’Università degli Studi di
Brescia sostiene invece che il RdC non solo non può realizzare questi obiettivi, ma finisce in realtà per andare in direzione opposta: aggravando la crisi, sviluppando il liberismo e accelerando i processi di precarizzazione del lavoro e di mercificazione della società.

Giulio Palermo è ricercatore di ruolo di Economia Politica (fieramente nominato in seguito ad un ricorso al Tar) all’Università degli Studi di Brescia.

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