PRP, ritardi nelle opere: dall’Autorità Portuale solo giustificazioni

LA SPEZIA- Siamo alle solite, con un’Autorità Portuale che giustifica i ritardi sulle opere portuali con motivazioni in parte incomprensibili come se il conferimento di alcuni appalti risultati poi non funzionali rispetto ai contratti sottoscritti sia finanziariamente che progettualmente, nonché le stesse procedure si possono modificare a discrezione in corso d’opera. Cose che stanno succedendo troppo spesso in questa città con questa A.P.  nel porto commerciale spezzino lasciando un segno di gestione superficiale che denotano il sospetto di insufficiente esperienza nel ruolo istituzionale esercitato.

In particolare come esempi  riportiamo progetti appaltati in grave ritardo sui programmi del piano triennale delle opere portuali nel porto di La Spezia,nonché una mancanza di coerenza sulle procedure di legge su alcuni appalti e modifiche sostanziali in corso d’opera e denunciate più volte dai cittadini dei quartieri del levante e dalle associazioni ambientaliste:

  1. Progetto di riconversione del molo Pagliari dove sono in corso modifiche sostanziali rispetto alla conferenza dei servizi del 2013,Nuova Marina del Levante.
  2. Realizzazione di nuove banchine portuali in cui il piano triennale delle opere prevede un sovradimensionamento rispetto ai limiti previsti dalla legge urbanistica del P.R.P vigente approvata nel 2006
  3. Costruzione in corso di una barriera antiacustica assolutamente inadeguata progettualmente e facente parte dei preliminari della realizzazione di una fascia di rispetto per la mitigazione ed il rispetto  dei limiti previsti dalle informative vigenti. Tale considerazione è comprovata dai controlli fatti  dagli stessi cittadini nelle parti dove tale barriera è stata completata sugli edifici a poche decine di metri dalle attività portuali(verifiche effettuate ai piani superiori al 2°.alti circa 30 metri  con apparecchi omologati). Tale fascia di rispetto è in ritardo di oltre 13 anni a causa della chiusura di qualunque dialogo collaborativo con i cittadini e con le associazioni ambientaliste.

Altre cose annunciate dall’A.P sono blindate dalla stessa la quale impedisce qualsiasi approccio partecipativo ed accusando che si vuole impedire lo sviluppo del porto spezzino, il che è assolutamente non veritiero e privo di fondamento, ma noi intendiamo chiedere procedure e rispetto delle leggi  vigenti in quanto col dialogo si potevano evitare gravi danni, ritardi e spreco di denaro pubblico.

Rita Casagrande (Quartieri del Levante)
Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

Advertisements