Biodigestore nella provincia spezzina/2. Assessore all’Ambiente: “Provincia eserciti le proprie competenze per chiudere il ciclo dell’organico”.

GENOVA. “La Provincia della Spezia deve esercitare le proprie competenze in materia di rifiuti come previsto dalla Legge al fine di traguardare la realizzazione del biodigestore in provincia della Spezia, per soddisfare i bisogni identificati dalla pianificazione, nel sito che garantisce la massima sostenibilità ambientale”.

Risponde così l’assessore regionale all’Ambiente  in consiglio regionale sul biodigestore in provincia della Spezia.

L’assessore ha ricordato che il “piano regionale di gestione dei rifiuti e delle bonifiche è stato approvato dal consiglio regionale il 25 marzo 2015 definendo un assetto impiantistico, incentrato su sistemi di trattamento dell’indifferenziato che consentano di recuperare materie e energia, con discariche di servizio di carattere residuale e sulla realizzazione di impianti di digestione anaerobica destinata alla frazione umida”.

“La scelta di includere nella pianificazione – ha continuato l’assessore – indirizzi in merito agli impianti per l’organico, è stata presa alla luce dell’evidenza della loro indispensabilità per supportare la crescita della raccolta differenziata sul territorio, fornendo la chiusura del ciclo in regione. Nella pratica l’assetto impiantistico prefigurato prevede un impianto di trattamento CSS (combustibile solido secondario), un biodigestore anaerobico, una discarica di servizio per provincia, con l’eccezione della Provincia della Spezia, data la possibilità di utilizzo per un periodo almeno decennale del nuovo invaso genovese di Scarpino 3, alla luce della funzione di servizio degli impianti previsti nello spezzino per quote di rifiuti indifferenziati e organici prodotti nel territorio metropolitano”.

Sostanzialmente – specifica l’assessore – il piano d’area omogenea spezzino, a seguito della sottoposizione a Valutazione Ambientale Strategica con relative prescrizioni , ha sottolineato il ruolo centrale dell’impianto di trattamento dell’indifferenziato di Saliceti, mentre per la realizzazione del digestore anaerobico ha confermato l’adeguatezza dell’area di Boscalino, nel Comune di  Arcola, controdeducendo alcune osservazioni in merito alle limitate dimensioni dell’area e ha anche stabilito di considerare ancora validi, al fine di localizzare il suddetto impianto,  i criteri di selezione e i conseguenti siti individuati dal piano provinciale di gestione del 2003 che risultano tutt’ora conformi ai nuovi criteri del decreto legislativo del 2006. Aree tra cui è compresa anche la zona di Saliceti, attigua all’attuale impianto di trattamento di rifiuti solidi urbani”.

”Il progetto di realizzazione dell’impianto – conclude l’assessore – dovrà quindi tenere conto di queste considerazioni, per essere sottoposto al vaglio della valutazione di impatto ambientale  e fin d’ora anticipiamo anche, se richiesto, all’inchiesta pubblica da parte dei portatori di interesse, al fine di garantire la massima trasparenza sulla realizzazione dell’impianto e sostenibilità ambientale nei confronti dei territori circostanti”.  .

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