Arbasetti e Casagrande: “No a un Porto container sovradimensionato, sì alla funzione crocieristica sostenibile”.

LA SPEZIA- Dopo le intese con gli enti locali,la Regione Liguria, la Provincia e l’autorità Portuale nel 2006 è stato approvato il piano regolatore portuale di La Spezia considerato sostenibile solo dopo aver applicato la mitigazione dell’inquinamento acustico ed atmosferico. Questo in considerazione della unicità della sua realtà ovvero l’eccessiva vicinanza dell’attività portuale alle residenze abitative della città e del rischio sulla pelle dei cittadini. Senza dimenticare che sui quartieri del levante negli anni 2000, si trovavano già altre realtà molto nocive alla salute come l’Enel ed il suo carbone e le 14 discariche da ,non parliamo di bonificare,ma da mettere almeno in sicurezza.

Ma da quegli anni in poi, ovvero gli ultimi 15 anni, gli stessi partiti politici, le stesse istituzioni e la stessa Autorità Portuale, che dovevano garantire nei contenuti nello strumento di legge urbanistica,paiono essersi dileguati lasciando i cittadini alla mercè della discrezionalità arrogante dell’Autorità Portuale come se la legge urbanistica fosse una specie di cosa da modificare senza la regolare procedura che regolamenta per norma gli strumenti urbanistici. Una delusione ancora più grande circa la credibilità di Regione e degli enti locali,sottoscrittori dell’intesa e della legge del P.R.P. che dovevano garantire i contenuti nell’applicazione progettuale dello stesso ed invece in tutto questo tempo hanno lasciato soli i cittadini a fare ricorsi in balia dei poteri forti e delle convenienze politiche in particolare nei momenti delle tornate elettorali Regionali e locali. Oggi la situazione è tale che tutti fanno finta di non sentire e di non vedere e lasciano tutto in mano ad una A.P che rigetta il confronto con i cittadini dei quartieri del levante ed evita di fare i controlli preventivi per mitigare l’inquinamento. E ciò avviene scaricando tutto sulla comunità spezzina dell’ente locale e rifiutandosi di finanziare impianti fissi di controllo sugli inquinanti portuali e di conseguenza anche un’azione di analisi epidemiologica (come promesso da Orlando, ministro dell’ambiente pro tempore, al rinnovo della concessione ad Enel) nelle zone più esposte in tema di salute della città. Una situazione, quella spezzina, con un Porto invasivo sulla città e privo di controlli di cui i cittadini si ricorderanno nei momenti di scelte istituzionali.

Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus
Rita Casagrande, Quartieri del Levante

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