Fibromialgia, parte un percorso-focus sulla malattia che colpisce sempre più donne spezzine

LA SPEZIA- Di fibromialgia, negli ultimi tempi, si parla sempre più spesso e l’Assessore alla Sanità Gianmarco Medusei si è dimostrato molto sensibile riguardo a questo tema, tanto da proporre, attraverso la sua pagina Facebook, di iniziare un percorso informativo. Nel pomeriggio di lunedì 25 si è svolta la prima commissione, con la partecipazione del dottor Leonardo Incerti Vecchi, reumatologo presso l’Ospedale della Spezia. Il dottore ha descritto la malattia, che nella nostra città è molto diffusa. “Una visita su cinque riguarda pazienti affetti da fibromialgia, isolata o associata ad altre malattie”. È diffusa prevalentemente tra le donne (in rapporto di 9:1).

La fibromialgia può essere descritta come “una condizione di dolore cronico diffuso”. Il paziente lamenta “dolori dalla testa ai piedi”; potrebbe essere diagnosticata anche tramite una semplice visita dal medico di base. Pur avendo sintomi ascrivibile a varie patologie, ha tuttavia delle caratteristiche ben specifiche, come il dolore diffuso (il sintomo principale) e la presenza di “Tender points”, ossia punti particolari (collocati, ad esempio, nei glutei) che, se premuti, provocano dolore. “La percezione del dolore, nei pazienti fibromialgici” ha dichiarato il dottor Incerti Vecchi “è molto diversa rispetto a chi non soffre di questa patologia. Sentono molto dolore per pressioni da poco in alcuni punti e magari in altri hanno maggior tolleranza”. Eppure è ancora difficile una diagnosi precoce: per questo motivo è necessario sensibilizzare i medici di base. “Se il medico di base riesce a fare una diagnosi” ha detto l’assessore Meduseici sarà bisogno di meno esami specifici, con un conseguente risparmio per la Sanità pubblica”. Spesso, infatti, le persone fibromialgiche vengono sottoposte a numerosi esami, per lo più inutili, dal momento che gli esiti sono in contrasto con la percezione del dolore. Il paziente, senza una diagnosi, si preoccupa e si agita e questo aumenta la sensazione di malessere.

Diagnosi difficile, cause ancora sconosciute, cure che alleviano i sintomi, ma non curano la patologia: questi i principali problemi di chi soffre di questa malattia. In aggiunta a ciò, non vi è ancora il riconoscimento come malattia invalidante (l’iter in Parlamento si è fermato), quindi la vita dei pazienti è ancora più complessa.

Ma perché la nostra città ha un numero così alto di malati? A questa domanda il dottore non ha saputo rispondere, ha solo ipotizzato una maggior umidità dovuta alla presenza del mare, oppure al fatto che la nostra sia una città che gode poco della luce, a causa dei monti che la “chiudono”, e che quindi influenza la qualità del sonno, o, ancora, una tendenza spezzina a essere negativi.  ma sono –appunto- solo ipotesi. C’è, nella fibromialgia, anche una componente psicologica, ma non ancora chiaro quale sia la causa e quale la conseguenza.

E curarsi qui è possibile? Sì, ma la domanda supera sempre l’offerta: ci sono due medici che se ne occupano ed effettuano una media di 3500 visite l’anno.

Questa commissione è stata un primo passo per sensibilizzare e ci auguriamo che il processo vada avanti, magari con audizione di chi vive la fibromialgia sulla propria pelle ogni giorno. Tra il pubblico c’erano delle persone malate, ma da regolamento non sono potute intervenire, quindi speriamo in un momento tutto per loro.

Il nostro giornale si era già occupato di fibromialgia.

Viaggio nella fibriomialgia: la malattia che c’è, ma non si vede. 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Advertisements