Arbasetti e Casagrande: “Autonomia dei Porti liguri, in futuro diventerebbe una contraddizione”.

LA SPEZIA- L’autonomia dei porti liguri proposta fortemente da alcune istituzioni ed operatori portuali diventerebbe nel futuro una contraddizione contro la necessità di avere nell’alto Tirreno un sistema coordinato e non conflittuale fra i singoli porti. Questo eviterebbe il rischio di frammentazioni pericolose mentre per  battere  i porti Nord europei  occorre coesione e coordinamento unitario di intenti considerando i vantaggi strategici per posizione geografica dei due terminali di costa dell’alto Tirreno e dell’alto Adriatico più vicini per commercializzazione al cuore dei paesi europei del nord-ovest e del nord-est. Insomma bisogna guardare al futuro nell’interesse nazionale superando gli egoismi locali e costruendo coordinamenti portuali gestiti in modo razionale e con un’unica struttura direzionale che garantisca l’assenza dei privilegi e la non penalizzazione di alcuno dei componenti portuali.

In questo modo si risolverebbero anche gli equilibri della spesa finanziaria dovuti al rischio di sovradimensionamento  per spinte logistiche,nonché problematiche legate alla sostenibilità ambientale ed alla posizione naturale geografica di ogni porto. Queste valutazioni devono essere approfondite con la partecipazione pubblica sia nelle singole realtà sia a livello regionale per andare ad una sintesi la cui gestione deve essere quella a livello governativo. Forse allora si ritroverà un percorso valido per rispondere positivamente anche al ramo commerciale marittimo della “via della seta”.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

 

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