Murati vivi: “A Peracchini chiediamo rispetto il voto del consiglio comunale e di argomentare con documenti”

La Spezia – Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei “Murati Vivi” in risposta alle dichiarazioni del sindaco della Spezia.
La ricostruzione di ciò che è avvenuto in merito ai danni alle coperture in eternit dell’Arsenale, nelle parole dell’ufficio stampa del sindaco Peracchini, risultano confuse, reticenti e, se non si trattasse di un tema drammatico, oltre il limite del grottesco.  Il 2 novembre, secondo il Sindaco Peracchini, il suo Ufficio di Gabinetto ha effettuato un sopralluogo all’interno e nelle vicinanze del complesso scolastico, che ha dato esito negativo. Di quali super poteri sono dotati (e di quali competenze) i collaboratori del sindaco spezzino per assumersi la responsabilità di dare un esito negativo di indagine su fibre cancerogene che hanno le dimensioni infinitesimali? Peracchini ed i suoi collaboratori, nella nota che riscotruirebbe i fatti si dimenticano di dirlo, forse perchè 2000 fibre Amianto Bianco = hanno un diametro di 0.02 micron, 1000 volte più piccolo di un capello. Il sindaco Peracchini afferma che tale monitoraggio sarebbe stato disposto, ma ad oggi non è ancora stato avviato. 29 ottobre, 19 marzo. Il dato preoccupante è che il Comune della Spezia ha fatto passare 5 mesi senza verificare la dispersione delle fibre sin dall’inizio, spacciando per monitoraggio un controllo privo di veridicità, perché effettuato da incompetenti e senza le misure previste dalla legge. Senza contare che i controlli menzionati dal Comune non dimostrebbe nulla, visto che saranno circoscritto in termini di superficie, ed a quanto pare escludendo le aree militari. Se non fossimo stati coinvolti attivamente nel proporre i contenuti del testo della mozione approvata dall’unanimità in consiglio comunale, non ci sentiremmo di esprimere sdegno per il modo in cui il Sindaco evita apertamente di affrontare gli obblighi in essa contenuti. Che fine ha fatto il protocollo d’intesa che il Comune della Spezia era in obbligo di proporre a Marina Militare, ASL ed ARPAL per il monitoraggio degli interventi di bonifica da effettuare all’interno della base navale e nelle aree civili di prossimità degli interventi?  Che fine ha fatto l’obbligo di richiesta all’amministrazione militare dell’Arsenale e l’ASL spezzina, la mappatura dei siti e delle strutture all’interno della base navale con presenza di amianto? Che fine ha fatto l’obbligo di proposta di un protocollo d’intesa con il ministero della Difesa per lo stanziamento di fondi ad hoc che traguardino la rimozione dell’amianto di fronte a Marola? Oltre alle menzionate superficiali e fuorvianti ricostruzioni, chiediamo pubblicamente al sindaco, se evidentemente non basta una mozione approvata dall’assemblea che rappresenta democraticamente la città, di dare risposta alle domande che poniamo, esplicitando i documenti che avrebbe dovuto produrre, ricordandogli che sono quesiti a cui si dovrebbe attivare, visto che, tra gli altri, è una richiesta posta anche dai consiglieri comunali della sua maggioranza.
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