Gli erbi spontanei al Parco delle Alpi Apuane un’altra proposta di alpinismo lento nella natura verde

La Spezia – Nell’ambito della proficua collaborazione tra l’ente Parco Regionale delle Alpi Apuane e l’associazione spezzina Mangia Trekking, continuano a svilupparsi diverse iniziative. Guardando ai luoghi verdi dalle Alpi Apuane al mare, non soltanto per attività di tipo sportivo o per le vette da scalare, ma anche per tante attività comunque volte a valorizzare l’entroterra. Attraverso una filosofia di lavoro che tende a recuperare storia, cultura e tradizione. Nei giorni scorsi, nella sede del Parco Regionale delle Alpi Apuane, durante un incontro è nata una nuova proposta dell’Alpinismo Lento che si chiama “gli erbi spontanei”. Si tratta di attività giornaliere dedicate alla conoscenza delle erbe commestibili che nascono spontaneamente, alla loro successiva raccolta durante escursioni dedicate lungo i sentieri, e con una sosta per apprendere, come venivano cucinate secondo le antiche ricette.
I territori di riferimento e possibili, scelti per promuovere l’iniziativa, che ha lo scopo di svilupparsi in tante aree naturali, vanno dai luoghi dell’alta Versilia e della Lunigiana fino al mare, la Garfagnana, la Val di Vara ed alcuni tratti dell’Appennino Tosco Emiliano. A concludere ogni esperienza didattica giornaliera avverrà la relativa degustazione dei preparati a base di “erbi spontanei”. Artefice dell’attività l’associazione Mangia Trekking, la quale con Moreno e Federico Gherardi, e l’importante contributo dell’etno-botanico Ivo Poli, di Molazzana in Garfagnana, specializzato in biodiversità agraria, auspica che tale proposta possa diffondersi ed essere replicata in tanti luoghi. Soprattutto, per tener vivo questo importante frammento di cultura e tradizione locale. Concorde con il celebre scrittore Mario Soldati, l’associazione sostiene che tali ricette, << uno: bisogna sempre eseguirle un giorno o l’altro di un immediato o lontano futuro; due, dopo averle studiate ben bene, anche le più antiche e più note, bisogna sempre metterle alla prova >>. Perché ancora oggi, la cucina povera dei tempi passati è un significativo valore storico-culturale dei territori.

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