Un libro? Perché no. “La lingua geniale. 9 ragioni per amare il Greco” di Andrea Marcolongo. Recensione a cura di Annalisa Serafini


Chi ha detto che greco e latino siano lingue morte? Lingue utili solo per il liceo classico o per passare i difficili esami universitari?
Questo testo ribalta questa concezione comune nel senso comune degli italiani.
Già perché il greco, che ancora vive nei parlanti della Grecia in versione moderna, non ha ancora esaurito la sua importanza. Il libro – non un testo accademico o scolastico – é lungo circa 150 pagine ed è diviso in sette capitoli, dedicati ciascuno a una particolarità del greco antico.

Il primo – che fra l’altro è quello a cui Marcolongo dice di essere più legata – parla ad esempio dell’aspetto, una categoria grammaticale che indica il tempo relativo di una certa azione anziché quello assoluto. Il capitolo si intitola “Quando, mai. L’aspetto” e si riferisce alla tesi di fondo secondo cui i greci avessero una concezione del tempo diversa da quella contemporanea («I Greci […], liberi, si chiedevano sempre “come”. Noi, prigionieri, ci chiediamo sempre “quando”», scrive l’autrice).
Altri capitoli sono dedicati ad esempio all’ottativo, un modo verbale molto particolare e presente in pochissime lingue occidentali, e alle difficoltà di tradurre il greco antico nell’italiano, soprattutto per esigenze scolastiche e didattiche.
Quello che è importante sottolineare è che questo piccolo testo (lungo circa 150 pagine) può essere letto ed apprezzato da chiunque: è un libro che ci racconta la forza e la potenza del greco antico (ma anche di ogni lingua) di esprimere idee, emozioni, azioni, pensieri e stati d’animo…aspetti questi con cui tutti conviviamo ogni giorno.
Già perché le lingue sono espressioni dei popoli e quindi delle persone che le parlano, che le usano ogni giorno, al lavoro, in treno, per strada o in farmacia.
Le lingue quindi ci raccontano, con la loro storia e la loro grammatica (tanto odiata nella scuola ed università italiana) l’avventura dei popoli, di come questi vengono in contatto, così che nascono prestiti, calchi linguistici o trasposizioni da una lingua all’altra proprio perché le persone, i popoli si incontrano, si incrociano o si scontrano nel passato come ogni giorno.
Un libro nuovo e creativo, che insieme al greco, ci racconta come sia interessante studiare aggettivi, verbi o declinazioni, perché ci rendono più consapevoli della nostra lingua, ma anche del nostro essere “cittadini del mondo”.
Un mondo che se anche globalizzato e mondializzato, dove il Maconsumismo e la religione delle mode si è imposto, ci ritaglia ancora tanto da scoprire e le lingue, rappresentano appunto, ciò che è tipico e locale di ogni popolo e società.
Buona lettura!

Annalisa Serafini
Email: annalisaserafini@libero.it

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