Murati vivi: “Sconcertanti le parole del Ministero della Difesa sul caso eternit-Marola”.

LA SPEZIA- La risposta del ministero della Difesa, all’interrogazione dell’on.Traversi, in merito alla situazione delle coperture in eternit dell’Arsenale militare spezzino, sono semplicemente sconcertanti. (n.d.r.: leggibile qui).
Forse i titolari del dicastero presieduto dal M5S dovrebbero venire a Marola per rendersi conto che le coperture in amianto sono ancora presenti, gli unici lavori eseguiti sono relativi alla rimozione dei frammenti che il 29 ottobre sono letteralmente volati via, ma l’amianto è ancora presente. Di che bonifica stiamo parlando?  E’ del tutto evidente che ogni forma di mantenimento delle attuali coperture non sia minimamente in linea con ogni principio di prevenzione e di buon senso. Ad oggi non è stato reso noto alcun documento concernente alla quantità e ubicazione della presenza di amianto nelle aree militari prospicienti l’abitato di Marola, nonostante sia stato audito, dalla commissione ambiente del comune spezzino, l’ammiraglio Lazio in merito a questa vicenda. A quale programma di controllo sono sottoposte le strutture e chi esegue tali controlli?
Apprendiamo, non senza angoscia, che nella risposta dell’interrogato, il ministero della Difesa afferma che vi è stata dispersione di fibre di amianto nei giorni di maltempo. Al tempo stesso prendiamo atto che nessun organo della Stato ha ritenuto che l’unico organo in grado di monitorare questa gravissima situazione (ARPAL), come peraltro la legge vigente impone, sia stato attivato, producendo un monitoraggio che potesse mettere al sicuro la popolazione. Pertanto dobbiamo dedurre che le fibre che sono state disperse, le abbiamo ampiamente respirate, noi e i nostri figli che frequentano il plesso scolastico sito a poche decine di metri dai capannoni? In questo clima surreale, in cui le istituzioni stanno dimostrando la loro totale assenza, dove il ministero della Difesa impiega 4 mesi a rispondere ad una interpellanza, siamo ancora in attesa che il sindaco assuma gli impegni che il consiglio comunale ha deliberato, il 29 gennaio scorso. Dopo oltre un mese, non una parola da palazzo civico, in merito alle assunzioni di responsabilità circa il monitoraggio e la richiesta di rimozione dell’eternit presente.
Fino ad oggi noi abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere, proponendo soluzioni che chi ci amministra doveva assumere d’ufficio, un’inerzia che fa pari e patta con il silenzio assordante della politica locale, che da la misura della sua inadeguatezza.
(Associazione Murati Vivi)
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