Arbasetti e Casagrande: “La Regione dovrebbe sostenere strategie di unità d’intenti tra Porti”.

LA SPEZIA- Invece di sostenere una strategia di unità di intenti tra porti italiani e fra i sistemi portuali la Regione Liguria delibera una proposta di autonomia finanziaria e di governance intermodale e infrastrutturale.

Non vi è dubbio che per l’Italia e la commercializzazione con il nord ovest ed il nord est europeo i presidi portuali di primaria importanza sono i banchinamenti portuali dell’Alto Tirreno e dell’Alto Adriatico mentre gli altri porti della penisola hanno caratteristiche più territoriali o di ausilio ai due terminali con posizioni logistiche prioritarie naturali internazionali. Ecco perché l’obiettivo deve essere quello di evitare sfilacciamenti o spezzatini, perché le frammentazioni storicamente accendono competizioni tra i porti italiani con il rischio di sperpero di denaro pubblico e contro la stessa sostenibilità ambientali(vedi i sovradimensionamenti con impatti ambientali disastrosi per l’eco marino che sconvolgono con incompatibili dragaggi il nostro mare).

Quindi si deve ribadire che la governabilità nazionale deve essere riconfermata e la stessa si deve intrecciare con una logistica europea ma nel contempo vanno attivate riforme sulla portualità riducendo il numero di sistemi portuali che devono arrivare ad essere sistemi portuali coesi ed organizzati nei cicli produttivi partendo in particolare dai sistemi dell’Alto Tirreno ed Alto Adriatico.

Chi a La Spezia sventola ancora dati positivi del passato è portatore di competitività fra porti Liguri e questo non produce e non aiuta un futuro positivo rimanendo invece ancorato all’esistente,già superato dal nuovo trasporto marittimo di dimensioni e tecnologie moderne a cui devono essere date risposte con infrastrutture preparate per il futuro tenendo conto lo sviluppo sostenibile sul mare e sul territorio.

Bisogna arrivare a superare l’egoismo che solleva qualche operatore portuale spezzino che vuole ad ogni costo difendere l’esistente senza produrre proposte coerenti sui terminal portuali dell’Alto Tirreno e dell’Alto Adriatico coesi tra di loro ed organizzati in cicli produttivi e regolamentati senza penalizzare nessuno.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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