A Fuori Luogo “Io non sono un gabbiano” Prima regionale della Compagnia Oyes

La Spezia – A Fuori Luogo “Io non sono un gabbiano” Prima regionale della Compagnia Oyes con un classico di Cechov in chiave contemporanea, sabato 02 e 03 al Dialma Ruggiero.

Spettacolo sostenuto nell’ambito di Next-laboratorio delle idee 2017/2018. È stato selezionato da: Piccolo Teatro Milano, Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Piemonte dal Vivo, Teatro Pubblico Pugliese, Armunia.

Ideazione e regia: Stefano Cordella, con: Daniele Crasti, Francesca Gemma, Francesco Meola, Dario Merlini, Camilla Pistorello, Dario Sansalone, Umberto Terruso, Fabio Zulli, disegno luci: Giuliano Almerighi / Stefano Capra, sound design: Gianluca Agostini, costumi: Stefania Coretti e Simone Pisani, assistente alla regia: Noemi Radice, organizzazione: Valeria Brizzi, Carolina Pedrizzetti. Con il sostegno di Mibac, Fondazione Cariplo, Next-laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo 2017/2018, Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)

“Una commedia con poca azione e un quintale d’amore”: così Anton Cechov presenta il Gabbiano al suo editore Suvorin. Nella nostra rivisitazione del classico cechoviano è sempre l’amore a dominare le relazioni e i conflitti tra i personaggi, un amore inquinato dal bisogno di essere considerati e apprezzati, tra narcisismo e rappresentazione, un amore performativo che reclama attenzione e originalità.

Io Non Sono un Gabbiano si apre con il funerale di Arkadina, nell’aria risuonano le note di una marcia funebre. La comunità si riunisce per ricordare e rendere omaggio alla grande attrice. Ben presto, le orazioni di amici e parenti assumono l’aspetto di performance artistiche, dato che quasi tutti i partecipanti sono, o si sentono, artisti o aspiranti tali: dal logorroico maestro Medvedenko, sedicente stand up comedian a tempo perso, a Nina e Kostja. “Sono necessarie forme nuove, e se non ce ne sono allora niente è necessario” questo è l’assunto che muove Kostia. Il giovane artista prova a sganciarsi dalle convenzioni di cui la madre è simbolo sgretolando i confini tra finzione e realtà con una sovrapposizione di piani che stravolge qualsiasi rapporto interpersonale. Ogni personaggio è pedina più o meno consapevole di questa dinamica e tutto diventa performance: dalle più semplici e “banali” dichiarazioni d’amore al momento della morte, ultimo grande show. Sembra che i personaggi di questa commedia facciano di tutto per non essere felici, come se ci fosse una inesorabile tensione al fallimento. I pochi che provano a togliersi la morte di dosso risultano patetici, ridicoli o si scoprono già morti. Non sarà né il successo né l’illusione di una vita migliore a salvarli dalla melma in cui galleggiano. Forse solo la consapevolezza, la capacità di sopportare una vita infelice, mettendo da parte quei sogni di gloria così tremendamente vivi in gioventù.

Un quadro spietatamente tragicomico di una società devitalizzata senza azione e senza speranza.

CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE

tel 375- 5714205  mail: prenotazioni@fuoriluogoteatro.ito direttamente dal sito www.fuoriluogoteatro.it/biglietteria

 

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