Saliceti, il Comitato No Biodigestore: “Un esposto non è una denuncia, se Abruzzo ha fatto bene il suo lavoro, cosa teme?”

SANTO STEFANO MAGRA- Giovedì 31 gennaio è stata convocata l’assemblea del Comitato No Biodigestore e in quell’occasione, alla presenza di una folta rappresentanza di persone, l’assemblea ha dato mandato al giurista ambientale Marco Grondacci di predisporre un esposto in merito alla mancata prima, e insufficiente dopo, risposta da parte del sindaco di Vezzano, Fiorenzo Abruzzo, attinente al Parere del sindaco ai sensi del testo unico ambientale dell’impianto di trattamento rifiuti situato a Saliceti. All’esposto erano allegati gli atti ufficiali riguardanti l’Aia della Provincia, l’istanza dei residenti al sindaco al quale compete il rilascio del parere sanitario, la risposta del sindaco, la segnalazione dei cittadini al Difensore civico, il comunicato del Difensore civico ai cittadini e la risposta del sindaco al Difensore civico. Tutto è stato fatto alla luce del sole, senza inganni né imbrogli, chiedendo a chi riteneva opportuno di firmare l’esposto solo per dare più forza al documento.  (La preoccupazione del Comitato).

Questa iniziativa, però, ha sollevato malumori nel PD e Simone Regoli, coordinatore PD di Vezzano Ligure, ha espresso, tramite una nota stampa, la sua solidarietà al sindaco Abruzzo, parlando di “personalismi” da parte di chi ha presentato l’esposto ed esaltando l’operato del Sindaco.

Sembrerebbe quasi che si volesse far capire che chi ha firmato sia incapace di leggere e comprendere, rispondono dal Coordinamento, nonostante fra i firmatari vi siano persone che ben conoscono la materia, sia come impegno politico, sia come professionisti. “Noi” scrivono i firmatari “rivendichiamo la nostra indipendenza e autonomia nel mantenere rapporti corretti con chiunque voglia generosamente mettersi al servizio di cittadini che hanno a cuore le questioni ambientali” e si chiedono a chi possa essere di ostacolo questo atteggiamento.

Un esposto non è una denuncia e sarà la Magistratura a stabilire se vi sia o meno stato un dolo, per cui non si capisce (o meglio, dice il Comitato, si capisce fin troppo bene) questa alzata di scudi, visto che si ribadisce quanto abbia fatto bene Abruzzo. Se ciò è vero, nessuno avrebbe nulla da tenere, anzi: una volta accertata l’estraneità del Sindaco, quest’ultimo avrebbe anche un incremento di fiducia da parte dei suoi cittadini.

Continua il Coordinamento: “Chi ha paura dell’esposto? Sorvoliamo sul fatto che vengano adombrate possibili querele, ma non accettiamo di essere indicati come imbroglioni, soprattutto da partiti che dovrebbero avere nel loro Dna la difesa dei diritti di tutti, prima ancora che dei propri rappresentanti, a prescindere. Ci accusano che sarebbe stato meglio rivolgerci al Tar, avremmo anche potuto farlo se loro stessi si fossero fatti carico degli oneri. Perché devono sempre pagare i cittadini?”

 

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