“Idol Art” al CAMeC: qualcosa non torna nelle date.

LA SPEZIA- L’evento “Idol Art” organizzato al CAMeC lo scorso 22 dicembre è stato a lungo nell’occhio del ciclone, in città; è stata la prima tappa del difficile cammino che, nel corso del mese di gennaio, ha portato l’assessore Paolo Asti a rinunciare alla delega alla Cultura. Come si ricorderà, Asti era finito al centro delle polemiche per la festa del 22 dicembre 2018 al Museo, festa nel corso della quale il CAMeC si era trasformato in una vera e propria discoteca. A sollevare legittime domande (alle quali non risultano risposte) era stata tra l’altro la frase “Parte dell’incasso verrà devoluta in beneficenza“. Beneficenza a chi, non è dato sapere, né quanti soldi sarebbero stati devoluti. Eppure, su un argomento così importante, sarebbe auspicabile una maggior chiarezza. Nelle autorizzazioni del Comune, però, non vi è alcun accenno a beneficenza. Quindi: era un evento benefico o no? Se sì, a chi sono andati i soldi? Se no, perché era stato scritto?

Tralasciamo il discorso sull’opportunità o meno di ballare in un Museo, argomento che divide particolarmente.
C’è però qualcosa che non torna nelle date. L’evento, come già detto, è del 22 dicembre 2018. L’autorizzazione della dottoressa Laura Niggi è firmata il 19 dicembre e risponde a una lettera firmata da Giuseppe Rampini (l’organizzatore, socio unico della s.r.l. “Colours of Sound“, che nasce nell’ottobre del 2017) in data 14 dicembre. A seguire queste date, insomma, sembrerebbe che Rampini avesse chiesto a metà dicembre l’autorizzazione per una festa da svolgersi una settimana dopo.

Strano, si dirà, perché chiunque abbia mai organizzato qualcosa sa che è necessario partire molto, ma molto tempo prima, soprattutto se è un evento di tale portata e soprattutto se coinvolge il Comune, ente particolarmente lungo nella burocrazia. Ma poco male, era un evento a inviti, come si evince dalla locandina, quindi (probabilmente) Rampini sapeva già chi sarebbe andato.

Ma… c’è un ma. Sull’evento Facebook, ancora on line (evento Facebook Idol Art) si parla di prevendite già il 29 novembre e la prima locandina è stata inserita il 1° dicembre. Addirittura su Instagram la locandina è datata 19 novembre.

Com’è possibile, se Rampini ha richiesto il CAMeC solo il 14 dicembre, che già due settimane prima si pubblicizzasse l’evento? E se il Comune avesse negato i permessi? O c’era già un accordo “a voce”, messo nero su bianco solo pochi giorni prima dell’evento?

Restiamo in attesa di risposte.

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