CPS Follo: “Volontari protezione civile relegati in una sede abusiva senza agibilità?”

FOLLO- La Protezione Civile, un importante strumento di partecipazione e di volontariato del nostro territorio, fondamentale in tante occasioni, dalle alluvioni alle frane che hanno colpito il nostro fragile Comune. Una realtà così essenziale avrebbe diritto ad una sede adeguata, conforme alla normativa minimale di civiltà e di conformità, su questo non c’è il minimo dubbio, ma a Follo ciò che sarebbe buon senso, responsabilità, buon esempio di civiltà e di rispetto delle regole, si trasforma in un teatrino, le cui prime vittime sono decine di volontari che oggi, si troverebbero costretti a radunarsi in una sede fuori dalle banali norme di agibilità.
Una realtà per l’appunto grottesca, quella della nuova sede della Protezione Civile di Follo, ma che è emersa dall’assenza di alcun progetto, di certificati di  fine lavori e di agibilità. Nonostante la consigliera di minoranza, Valeria Fregosi, abbia insistentemente chiesto di prendere visione del progetto di ristrutturazione della sede della Protezione Civile e dei servizi igienici  della sede ANPI (protocollo n.8776 del 13 Novembre 2018) nessun incartamento relativo sarebbe disponibile da parte dell’amministrazione comunale follese, facendo intendere che  la sede dei nostri volontari sarebbe abusiva.
Nonostante l’ingente presenza di geometri, di avvocati e politici ormai navigati, la giunta Cozzani, non si sarebbe preoccupata nemmeno di valutare le minime norme igienico-sanitarie previste per legge, in un luogo in cui dovranno acquartierarsi i volontari, dove è prevista l’accoglienza di prima necessità per cittadini colpiti da calamità.
Che modo di gestire la cosa pubblica è questo, privo della minima forma di diritto? Cosa accadrebbe se un privato cittadino iniziasse dei lavori senza nemmeno dichiararli? Chiunque facesse dei lavori nella propria proprietà senza nessun titolo, come sarebbe accaduto per la sede della Protezione civile follese, incapperebbe nella demolizione della costruzione irregolare e messa in ripristino dello stato dei luoghi, nel pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria adeguata all’entità dell’abuso (o all’incremento del valore venale del bene) .
Eppure il sindaco Cozzani, che ha assunto recentemente anche la delega alla protezione civile, il passato assessore Casati, l’assessore ai lavori pubblici Rossi e la vicesindaca Piacente, in qualità di geometri e di avvocatessa, sembra non siano a conoscenza dei procedimenti normativi in materia edilizia, a partire dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), e non sappiano che in caso di inosservanza dei regolamenti edilizi, degli strumenti urbanistici e dei permessi di costruire, la sanzione pecuniaria arrivi fino a 10.329 euro e che nell’ipotesi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza di permesso di costruire sono previsti l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5.164 a 51.645 euro. Ebbene per quanto riguarda la sede della Protezione civile di Follo, non esisterebbe nemmeno il progetto che ha portato alla sua realizzazione, figuriamoci i certificati di agibilità.
Dal serio al grottesco, a Follo il passo è ormai davvero breve, tant’è che ad inaugurare la sede operativa faidate (o come direbbero gli autoctoni “fa come te vè”) hanno partecipato non solo la giunta Cozzani al gran completo (nonostante i mal di pancia e le lotte intestine), autorità locali, civili, militari e religiose, ma anche alte cariche dello Stato come la senatrice della Repubblica Stefania Pucciarelli, l’on.deputata Manuela Gagliardi, l’assessore regionale Giampedrone, il consigliere regionale Costa, tutti intenti a tagliare un nastro di locali di cui non esisterebbe progetto ed autorizzazione.
Parafrasando De André, lo Stato che fa? Si costerna, s’indigna s’impegna, poi getta la spugna con (poca) dignità? L’amministrazione Cozzani intese, al tempo, non invitare la minoranza. Non ce ne rammarichiamo, anzi, ringraziamo sentitamente il Sindaco per non averci resi partecipi del taglio del nastro di probabile abuso pubblico. Di contro ci sentiamo di esprimere la nostra totale solidarietà alla struttura dei volontari della Protezione civile, ai quali il destino ha riservato questa triste sorte, di essere amministrati da persone che evidentemente avrebbe inteso valorizzare il loro impegno con questo livello di pressapochezza, mentre avrebbero dovuto avere, a buon diritto, una sede adeguata e conforme alle norme minime di sicurezza, per svolgere il loro prezioso compito nelle condizioni migliori possibili.
Ad maiora.

 

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