In libreria “Dolci spezzini e della Lunigiana storica”

È uscito nelle librerie “Dolci spezzini e della Lunigiana storica” di Gabriella Molli, Rolando Paganini ed Emilia Petacco (Edizioni Cinque Terre, 144 pagine, € 10).

Per primo fu pane dolce per i riti di festeggiamento. E dolce volle dire miele. Poi nacquero le varie interpretazioni dei dolci legati a semi, frutti, succhi. La canna da zucchero aprì le strade per una dolcificazione diversa e la nascita dello zucchero fu definitiva per determinare un gusto preciso. Ogni popolo si dotò di ricette e le strade finirono spesso con comuni preparazioni legate al mito della maternità. Questo piccolo viaggio a tre, nato per uno spontaneo interesse all’argomento, ci vede vicini nella raccolta di ricette di dolci che molto spesso sono affini. Dolci che hanno un susseguirsi di ingredienti (prima di tutto farina e uova), ma nel tempo anche di farine altre (farro, granturco, castagne) con la presenza di semi simbologicamente rappresentativi di un desiderio grande di felicità. E’ questa la linea del percorso dei dolci nella vita dell’uomo. E quelli che noi proponiamo hanno a che fare con la Lunigiana storica, intesa come spazio geografico e politico che in età medioevale possiamo ascrivere a una grande fetta di territorio dell’Alto Tirreno, con confini nella prima Toscana, costa del Levante Ligure fin quasi a Chiavari, nell’Alta Lunigiana, e nelle due valli della Magra e del Vara, fino a confinare con l’Emilia e la Garfagnana. La nostra comune passione per la ricerca sul cibo da angolature diverse, ci ha condotto ad analizzare sottili sfumature di dolci presenti a largo raggio e con l’analisi è affiorata una varietà che denota la creatività della donna e il suo adattarsi all’ambiente. La voglia di guardare all’altrove e quel sentire comune di distinguere la festa dal normale fluire dei giorni dell’anno.

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